La Nuova Ferrara

Ferrara

il vangelo

La festa del battesimo di Gesù

di padre Tiziano Pegoraro
La festa del battesimo di Gesù

La festa del Battesimo di Gesù nel ciclo liturgico si celebra a conclusione del Tempo di Natale, in parallelismo con le tappe della vita cristiana, in cui la nascita è seguita dalla celebrazione del...

3 MINUTI DI LETTURA





La festa del Battesimo di Gesù nel ciclo liturgico si celebra a conclusione del Tempo di Natale, in parallelismo con le tappe della vita cristiana, in cui la nascita è seguita dalla celebrazione del battesimo. L’evento della nascita di Gesù, con il suo battesimo al seguito della predicazione di Giovanni Battista, esce dal privato e si inserisce nella storia del popolo di Israele, dove egli potrà manifestare il senso della propria presenza, già prefigurata nel suo nome proprio, che significa «Dio salva». L’evangelista Matteo ne indica la giusta interpretazione, affermando che Gesù salverà il proprio popolo dai suoi peccati (Mt 1,21).

Leggendo il brano evangelico (Mt 3,13-17), il battesimo di Gesù si propone, tuttavia, con una finalità tipica di un inizio, quello della sua missione, punto di non ritorno verso la piena maturità. Gesù, infatti, giunge al Giordano con la precisa determinazione di lasciare i luoghi della sua giovinezza in Galilea e l’ambiente familiare per cominciare una nuova tappa della propria esistenza.

Nel raccontare come Gesù sia stato battezzato, l’evangelista si dilunga, evidenziando la sua importanza, in un dialogo tra Gesù e Giovanni sulla liceità del suo battesimo. Gesù risolve la questione e la riluttanza del Battista con una dichiarazione, che mette in campo velatamente l’interferenza di una terza persona. Il battesimo di Gesù non sarà un semplice rito di purificazione ma un atto di obbedienza a Dio. Le parole espressive della cosciente e libera collaborazione di Gesù e di Giovanni al piano di Dio sono pronunziate con sicurezza: «Lascia fare per ora perché conviene che adempiamo ogni giustizia» (Mt 3,15). Cosa si intenda per giustizia lo indica l’intera vita di Gesù al servizio della salvezza del popolo di Dio, formato non solo da Israele ma dalle persone di ogni cultura e di ogni tempo che si riconciliano con Dio.

La proiezione del battesimo di Gesù verso la salvezza degli uomini, storicamente conclusa con la sua morte e risurrezione, è visualizzata dai gesti ed dagli eventi occorsi al momento del suo battesimo. La volontà di essere battezzato evidenzia la coscienza di sottoporsi ad un’azione, che lo qualifica personalmente. L’ingresso in acqua, tipico del battesimo, indica la disponibilità ad accettare la propria morte, condizione della natura umana che la Scrittura considera effetto del peccato originale (Sap 1,13-15). L’immediata uscita dall’acqua del Giordano delinea la vita, che in Gesù la morte non può sopprimere e per ciò stesso viene proposta come reale prospettiva ad ogni uomo. L’apertura dei cieli attira la vita di Gesù oltre la terra, nella quale gli uomini erano stati confinati dopo la disobbedienza con la chiusura dell’Eden e la messa a guardia di un cherubino per custodire la via all’albero della vita (Gn 3,27). La presenza dello Spirito Santo è segnalata secondo l’immaginario tradizionale della colomba. Lo Spirito si posa su Gesù, dichiarando che egli è la sua dimora stabile, da cui potrà agire per renderlo artefice di vita intramontabile. In Gesù lo Spirito potrà esercitare la propria missione di ricreare l’umanità. Una voce non umana, dal cielo, rivela agli uomini che l’uomo Gesù di Nazaret battezzato da Giovanni è il dono di Dio agli uomini, perché diventino figli di Dio nel Figlio. D’ora in poi lo potranno ascoltare e vedere nella sua parola e nelle sue opere, il cui obiettivo è la salvezza gli uomini dal male.

Il battesimo avvia Gesù sul percorso della sua vocazione di salvatore degli uomini e vi conduce con determinazione ogni uomo e donna attenti al suo insegnamento e alle sue opere, piene di senso di vita e di comunione con Dio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google