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Neppure le feste natalizie salvano i commercianti

Neppure le feste natalizie salvano i commercianti

A Copparo poche vendite e bilancio negativo per tutte le attività del centro «Va male sempre: la gente non gira a curiosare, se continua così è un problema»

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COPPARO. Sono passate le feste natalizie, sono appena iniziati i saldi. Un breve giro di orizzonte per i commercianti è sicuramente questione di interesse, tanto per stabilire il trend sulla piazza di Copparo. La prima impressione è quella classica: disperazione controllata. Poi, ovviamente, l’analisi approfondita chiarisce meglio le situazioni. Non appare, comunque, una grande annata quella del passaggio tra 2016 e 2017. In linea di massima, le cose sono andate benino per gli alimentari e non benissimo per quasi tutti gli altri.

Rita Roccati, titolare dei negozi Benetton e Sisley allarga le braccia, propone un’analisi della situazione e conclude mesta : «Non è stato un grande anno. Diciamo che non siamo riusciti a portare fuori i consumatori. Probabilmente, una chiave di lettura potrebbe essere che forse non diamo abbastanza emozioni alle persone. È andata, ma poteva andare meglio, comunque». In centro, la piccola merceria la Perla di Eszter Sàntha è in buonissima posizione, ma... «Abbiamo lavorato un po’ a inizio dicembre, poi stop. Sotto Natale le sarte non producono, probabilmente. Non un grande anno» . Da Bri, Sabrina Campioni, persona sempre molto positiva, è soddisfatta. «Avendo aperto anche dall’altra parte della strada, con una categoria merceologica diversa (sui due lati di via Garibaldi ci sono il negozio di scarpe e pelletteria e quello di abbigliamento ed accessori) non potevo non essere preoccupata. Ma le vendite sono state buone e si può essere decisamente soddisfatti. Sia per la vendita di scarpe e pelletteria, rimasta su buoni livelli, che per l'abbigliamento». Andando avanti su via Garibaldi, la titolare della libreria Le Parole, Silva Fabbri, ci riceve con una simpatica tenuta da Befana, poi si parla di affari e c'è tristezza: «Lo scorso anno abbiamo lavorato le ultime due settimane, quest’anno l’ultima settimana. Se continua così è un vero problema». In piazza della Libertà, Gloria Tumiati di Ellegi è molto acuta nel ragionamento: «Non è che sia andata male a Natale, è tutto l’anno che non va bene. Anzi, se proprio vogliamo dirlo, con le feste qualcosa di buono si è fatto. Ma devono cambiare tante cose, tante abitudini». «Poteva andare meglio, non è andata del tutto male, ma poteva andare meglio» ci dice Rita Astori di Italo Boutique. Una buona chiave di lettura la fornisce Milena Pavani della Immobiliare Ongaro: «La gente non gira a curiosare e non acquista di impulso, ma va per prendere qualcosa con determinate caratteristiche, e se non lo trova va a cercarlo» . Infine, il Centro carni e salumi (le feste sono un momento importante per questa categoria) con i giovani Mirko Bressan e Antonio Bertazzini a continuare la tradizione di Ives Bui con successo: «Diciamo pure che le cose sono andate bene a Natale. Ma non così bene a Capodanno. E questo ce lo hanno detto tutti i colleghi».

Alessandro Bassi

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