Pure la Cgil usa i voucher «Solo con i pensionati»
Fantoni (Spi): servivano volontari in ufficio per la campagna sulle rivalutazioni «Li vogliamo abolire, ma non ci sono altri strumenti per retribuzioni occasionali»
Anche la federazione pensionati della Cgil ha utilizzato, di recente, i voucher per remunerare dei collaboratori, proprio mentre l’intera struttura nazionale si stava mobilitando per cancellare questi ticket-lavoro attraverso uno dei quesiti referendari contro il Jobs act. La polemica è scoppiata a livello nazionale e ha come epicentro l’Emilia Romagna, dove lo Spi vanta una struttura molto organizzata ed è il motore di parecchie iniziative. «È vero, abbiamo usato anche noi i voucher ma non c’è contraddizione con le posizioni da noi sostenute nell’ambito della confederazione - premette Manuela Fantoni, segretario provinciale Spi - Anche a Ferrara i pensionati sono in assoluta sintonia con i quesiti dei tre referendum, e pensano che i voicher vadano aboliti per via dell’uso indiscriminato che n’è stato fatto in questi mesi. In questa maniera si toglie il presente e il futuro ai lavoratori, perché, è il caso di ricordarlo, i voucher non prevedono indennità per malattia o maternità, nè la disoccupazione». Ma perché, allora, pure lo Spi ne ha impiegati? «Stiamo parlando d’impiego in categorie di collaboratori che non sono nè disoccupati nè giovani - prosegue la spiegazione della segretaria - Sono stati infatti pagati con voucher alcuni pensionati, una decina, che sono anche nostri attivisti, e che erano impegnati in una specifica campagna dello Spi, l’autunno scorso. Si trattava dell’interruzione della prescrizione quinquennale per il recupero della rivalutazione delle pensioni bloccate, un contenzioso che interessa 8-9.000 iscritti Spi. Bisognava convocare queste persone nei nostri uffici ed effettuare gli adempimenti necessari entro breve tempo, quindi abbiamo impiegato questi volontari retribuendoli per qualche ora alla settimana, siamo nell’ordine di qualche migliaia di euro di retribuzione complessiva. Perché proprio con i tanti criticati voucher? In passato abbiamo utilizzato contratti di collaborazione, che però sono stati cambiati e non sono più utilizzabili a questo scopo, e quindi abbiamo ripiegato sui voucher. A far la differenza, però, è il modo con cui questi strumenti vengono utilizzati: noi, lo ripeto, ce ne siamo serviti solo per retribuire occasionalmente dei volontari pensionati. Per lo Spi il volontariato puro è un valore che intendiamo coltivare».
Fantoni, poi, vede nelle polemiche di questi giorni «molta strumentalità, ci si ferma al titolo di giornale senza andare oltre». Resta evidentemente il problema di fornire al mercato del lavoro strumenti efficaci per le prestazioni di tipo occasionale, nel caso vengano effettivamente aboliti i voucher: pure la Cgil sarà d’accordo.
Stefano Ciervo
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