Una casa per i reperti «Dal 2012 scoperti 50 siti archeologici»
RO. A seguito delle scoperte archeologiche fatte nei Comuni di Ro, Berra e Copparo, l’amministrazione comunale di Ro è al lavoro insieme alla Soprintendenza alle Arti e ai beni paesaggistici per...
RO. A seguito delle scoperte archeologiche fatte nei Comuni di Ro, Berra e Copparo, l’amministrazione comunale di Ro è al lavoro insieme alla Soprintendenza alle Arti e ai beni paesaggistici per realizzare un deposito dei reperti antichi.
La notizia è stata data ieri al Centro Il Mulino dal sindaco roese Antonio Giannini, nell’incontro pubblico indetto dal Gaf (Gruppo archeologico ferrarese, e la collaborazione della Consulta delle associazioni) sulle recenti indagini di ricerca e scavo: «Stiamo lavorando in questo senso, per la passione dei volontari del Gaf nella rinascita culturale del territorio, e il futuro del mondo didattico e scolastico», ha detto il primo cittadino dando atto del ruolo del Gaf anche con il Museo archeologico di Ferrara (presente coi ragazzi anche il giorno dell’Epifania).
Sulle scoperte del Gaf (sotto la supervisione della funzionaria della Soprintendenza dottoressa Chiara Guarnieri) sono intervenuti Letizia Bassi, direttrice del Gaf, Liviano Polmonari, roese, ispettore onorario per l’archeologia, e Marco Bruni, archeologo. «Dal 2012 da quanto è stata redatta la prima Carta Archeologica dell’Unione Terre e Fiumi - hanno sottolineato -, sono statesvolte indagini su 5mila ettari di terreno, scoprendo tre siti dell’Età del Bronzo, 35 di epoca romana, 10 di età medievale e rinascimentale, due ancora oggetto di studio». In particolare, sono di rilievo e con vari reperti il sito risalente all’età del Bronzo in zona Piumana ad Ambrogio, di età romana a Cà Nova, e resti di una strada rinascimentale a Viarolo-Ponte Picchio presso Berra. Scoperte grazie anche alla collaborazione di agricoltori, aziende del territorio, Ente di Bonifica.
E con un nuovo progetto e sondaggio ha spiegato infine Bruni, «per riscoprire resti di una pieve detta di San Venanzio presso Coccanile, risalente al VI secolo d.C. assai più antica dell’omonima pieve che si trova presso Saletta».
Franco Corli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
