Condannato il vandalo-incendiario della biblioteca Ariostea
Pena di 1 anno e 7 mesi ad Andrea Rotunno. Il direttore Spinelli, parte civile al processo: "con la nostra presenza abbiamo voluto rappresentare i valori della civiltà contro la violenza"
FERRARA - Era diventato un vero pericolo sociale, tanto da costringere i responsabili a chiudere la biblioteca Ariostea, dopo che lui Andrea Rotunno, 30enne, arrivò a bruciare e danneggiarne il portone.
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Era solo l'ultimo atto della sua persecuzione, dello stalking messo in atto prima, per mesi, su ragazze della Caritas prima e poi sul direttore della Biblioteca Ariostea, Enrico Spinelli, che si è costituito parte civile. Oggi, lunedì 9 gennaio, il giudice Luca Marini ha condannato Rotunno alle pena di 1 anno e 7 mesi, più o meno la pena richiesta dal pm Ciro Alberto Savino ( 2 anni). Rotunno resterà agli arresti domiciliari in provincia di Ferrara, dove abita con i familiari, e potrà solo lasciare la sua casa per andare in Basilicata dove si è sottoposto da tempo a terapia psichiatrica.
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Si è chiuso così il processo sul vandalo-incendiario dell’Ariostea che lo stesso direttore Enrico Spinelli, costituito parte civile con l’avvocato Andrea Toschi mentre il Comune di Ferrara (risarcito per 15 mila euro) era parte civile con l’avvocato Stefano Scafidi, riassume così: «Ho difeso la biblioteca Ariostea in cui lavoro e le persone che hanno sempre collaborato con me per tutelare il pubblico ferrarese che si serve dei nostri servizi: c’era la necessità di prendere le distanze da una situazione di insicurezza e mancanza di tranquillità nella biblioteca Ariostea e così ho inteso rappresentare i valori della civiltà contro quelli della violenza».
Spinelli, lo ricordiamo, aveva rigettato la richiesta di remissione di querela nei confronti di Rotunno, proprio per affermare una posizione non personale ma pubblica come rappresentante dell’Ariostea.
La vicenda come si ricorda scoppia nell’estate 2015, quando qualcuno inizia ad imbrattare di vernice e poi tentare di incendiare il portone della biblioteca Ariostea. Erano solo gli atti visibili perchè, Rotunno, si coprirà poi aveva iniziato con minacce e pedinamenti contro Spinelli che aveva la sola colpa di aver ripreso Rotunno sul lavoro (svolgeva servizio civile alla Ariostea).
Da qui gli atti persecutori, personali, con il picco degli incendi e vandalismi al portone della biblioteca. Rotunno venne arrestato, e posto ai domiciliari a Matera, dove da casa, invece, continuava su Facebook e internet ad inviare messaggi minacciosi sul profilo dell' Ariostea e a Spinelli, atteggiamenti che lo portò poi in carcere. Da metà dicembre è ai domiciliari, dove resterà ancora.
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