Dal 2000 ad oggi, 17 anni di lotte
La Consulta Popolare per il San Camillo tra manifestazioni, sit-in e proteste
COMACCHIO. Resta scolpita nella memoria collettiva la data del 27 novembre 2000, quando i sostenitori della Consulta Popolare per il San Camillo con il megafono, chiamarono a raccolta la popolazione nel cuore della notte, per osteggiare il trasferimento di apparecchiature ospedaliere. In quella occasione, ribattezzata “Moti popolari per la difesa del San Camillo” per la prima volta la Consulta oppose resistenza fisica con il proprio corpo allo smantellamento dell’ospedale. Negli anni non è mai stata abbassata la guardia e non sono mancati sit-in a Bologna, a Ferrara e manifestazioni di piazza.
Nel 2011 si comincia a parlare di riordino della sanità locale con la conversione dell’ospedale San Camillo in casa della salute. Dal 24 ottobre 2013 a turno i sostenitori della Consulta, guidata dal battagliero Manrico Mezzogori, presidiano il secondo piano della struttura sanitaria, per impedire la conversione di reparti in ambulatori. La protesta pacifica della Consulta in questi anni ha toccato anche momenti di grande preoccupazione per le sorti del suo presidente, Manrico Mezzogori, che ha rischiato la vita l’8 gennaio 2014 dopo essersi calato dal tetto del San Camillo con una fune avvolta al collo. Il provvidenziale intervento dei vigili del fuoco scongiurò il peggio. Mezzogori aveva assunto l’iniziativa per contestare la decisione dell’Asl, adottata senza preavviso, di chiudere il pronto soccorso. Da allora è stato istituito il Punto di Primo Intervento, operativo tuttavia soltanto da giugno a settembre. Risale invece a poco meno di un anno fa, ossia al 22 marzo 2016, un’altra iniziativa eclatante, ma sempre sotto forma di resistenza passiva, attraverso la quale Manrico Mezzogori, stendendosi lungo il corridoio del terzo piano del San Camillo, ha impedito il trasloco di arredi ammassati nelle stanze, in vista dell’insediamento della pediatria di gruppo. In questi anni le battaglie condotte a difesa della sanità locale dalla Consulta non hanno mai trascurato un aspetto, quello monetario, legato agli oltre 13 milioni di euro investiti per la ristrutturazione dell’ospedale comacchiese. Due sono gli accordi regionali sottoscritti, l’uno nel 2001 ed il secondo nel 2006, per il mantenimento dell’ospedale San Camillo. Sul rispetto dei due accordi la Consulta Popolare per il San Camillo si batte da sempre.
Katia Romagnoli
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