«Ogni notte invitiamo i senzatetto in un riparo»
Rinaldi (Viale K): ecco come stiamo affrontando l’emergenza causata dal freddo a Ferrara. La maggior parte dei clochard è italiana. Scarseggiano alimenti e sacchi a pelo
FERRARA. Il freddo pungente di questi giorni sta creando seri problemi ai senza tetto. È di questi giorni la notizia della tragica conta degli otto decessi avvenuti in Italia a causa del gelo che sta investendo il Paese.
A Ferrara, l'associazione Viale K, che da sempre si occupa di emarginazione e povertà, ha giocato d’anticipo, ospitando circa una decina di persone in dicembre e almeno 30 in novembre.
«Preferisco chiamarla emergenza uomo, anziché freddo - spiega Raffaele Rinaldi, direttore di Viale K - perché quando accogli una persona e le offri riparo, emergono poi spesso altre problematiche, legate alle dipendenze. Per questo, per gestire bene l’accoglienza, è necessario che i servizi lavorino insieme». Il direttore di Viale K, insieme a altri volontari e soci, va di notte in giro per la città ad aiutare il prossimo con lo scopo di convincere i senza casa a passare la notte nella struttura.
«Di solito andiamo nei sottopassi della stazione o lì attorno, nei parcheggi di Darsena City, in via Modena, sotto il ponte di San Giacomo, ma qualcuno si presenta anche spontaneamente, e la maggior parte dei clochard è italiana. Recentemente un signore dormiva in auto, ma l’assicurazione era scaduta. Così i vigili gli hanno sequestrato il mezzo e hanno accompagnato la persona a Viale K».
Anche l’appello del Papa a tenere aperti i dormitori, non è passato inascoltato: «Abbiamo aderito all’appello del Santo Padre di tenere aperto il dormitorio, così Villa Albertina (il dormitorio della struttura che si trova vicino la stazione) adesso è aperto anche di giorno». A volte con qualche senzatetto si instaura un rapporto per cui si riesce a inserirlo in un percorso, altre volte invece no.
«Alcuni li consociamo, altri sono di passaggio, e a volte capita che scatti quel feeling per cui riesci a togliere la persona dalla strada», conclude Rinaldi. L’associazione scarseggia in prodotti per l’igiene personale, cibo per la prima colazione, cuscini, e sacchi a pelo. Chi volesse donare, può recarsi in via Mambro 96.
Veronica Capucci
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