Condannato lo stalker dell’Ariostea
Un anno e 7 mesi ad Andrea Rotunno: nell’estate 2015 dopo i suoi atti persecutori la biblioteca venne chiusa al pubblico
Cita anche l’Ariosto, il suo avvocato Giuseppe Rago, nell’arringa per difendere Antonio Rotunno, 30enne, il vandalo-incendiario-stalker della biblioteca Ariostea, per bilanciare la stangata che il pm ha chiesto (2 anni di carcere). Il legale invita il giudice a non soffermarsi sul Rotunno «furioso», bensì a prendere in prestito l’altro aggettivo dell’Orlando del Matteo Mario Boiardo, perchè alla base del processo che si è concluso ieri c’era soltanto il Rotunno «innammorato», un ragazzo in crisi sentimentale che aveva perso il controllo e che ancora oggi ha molti problemi. Nessuna indulgenza o attenuante, però, ha applicato il giudice Luca Marini condannando Rotunno ad una pena di 1 anno e 7 mesi per danni, incendio, minacce e stalking. Per aver trasformato l’estate 2015 in un incubo per la città, per chi lavorava all’interno e chi usava i servizi della biblioteca Ariostea, che per i continui vandalismi e atti di Rotunno venne chiusa al pubblico. Perchè Rotunno era diventato un vero pericolo sociale, e come tale è stato processato e condannato, pur con tutte le attenuanti, delle sue condizioni psichiche, tanto che ora oltre la pena decisa dal giudice, potrà allontanarsi dagli arresti domiciliari (confermati) nella casa della famiglia nel Ferrarese, “solo” per curarsi e sottoporsi a terapie psichiatriche a Policoro in provincia di Matera dove è nato e vissuto prima di arrivare a Ferrara, in servizio civile alla biblioteca Artiostea. In quell’estate Rotunno arrivò a bruciare e danneggiarne il portone, con la vernice. Ultimi atti di una persecuzione che - secondo le accuse - aveva prima messo in atto, per mesi, su ragazze della Caritas e poi sul direttore della Biblioteca Ariostea, Enrico Spinelli, che si è costituito parte civile. E ieri Spinelli che al processo era “vittima” non solo in veste privata ma proprio pubblica, per il ruolo che rivestiva di direttore della biblioteca ha preso atto della sentenza che chiude una vicenda che di “letterario”, sempre spaziando tra il “furioso” dell’Ariosto e l’«innamorato” del Boiardo non aveva granchè. Rotunno ha inoltre risarcito i danni di 15 mila euro al Comune di Ferrara costituito parte civile, con l’avvocato Stefano Scafidi. Sul perchè il giudice non abbia ritenuto di accogliere le attenuanti letterarie della difesa, occorrerà attendere 60 giorni per la motivazione.
Daniele Predieri
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