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Nuova piattaforma social La firma l’ex vicesindaco

Nuova piattaforma social La firma l’ex vicesindaco

Ro. Silvia Brandalesi e il marito ingegnere hanno dato vita al progetto Pluggy «Permetterà a tutti di interagire e inserire dati su temi ambientali e culturali»

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RO. Le nuove tecnologie e la realtà virtuale applicate per creare un più stretto di contatto tra i cittadini e il patrimonio culturale, per permettere di condividere la loro conoscenza del territorio locale e l’esperienza quotidiana con le altre persone. È l’obiettivo del progetto e consorzio Pluggy, sigla inglese che riassume il concetto: in prima fila l’azienda XTeam Software Solution di Rovigo, il cui fondatore e responsabile è l’ingegner Stefano Tamascelli. Staff giovanile, e la figura di european project manager è ricoperta dalla ferrarese Silvia Brandalesi, unita nella vita e nel lavoro a Tamascelli. Già vicesindaco di Ro per alcuni anni (è ancora consigliera comunale), è ora impegnata nella nuova avventura professionale con uno sguardo all’Europa.

Infatti, la piccola ma dinamica azienda vede finanziati ben tre progetti (Pluggy è l’ultimo, partito lo scorso dicembre) dall’Unione Europea in consorzi d’imprese e Università.

La Brandalesi si aggiorna con corsi on line internazionali: uno del prestigioso Mit di Boston negli Usa è presente in fiere di tutta Europa, l’ultima volta anche a Ferrara a Winter Wonderland, mentre la prossima sarà a Malmoe, in Svezia.

Assieme a Tamascelli ci spiega l’ultimo progetto, Pluggy (quelli precedenti si chiamavano Tune-In per giochi digitali applicati a protesi acustiche e Scent sul monitoraggio e difesa dell’ambiente): «La partecipazione - ci dicono presentando vari dati tecnici - prevede il contributo di istituzioni culturali e biblioteche digitali, per la costruzione di grandi reti, intorno ad un interesse comune, e collegare tra loro passato e futuro».

Pluggy sottolinea i suoi obiettivi nella Convenzione di Faro (in Portogallo), in linea con i nuovi paradigmi sociali che dichiarano il patrimonio culturale come una risorsa e responsabilità di tutti noi, al fine di attivare più azioni partecipative e democratiche, con una maggiore attenzione tra il locale e il quotidiano, «ovvero nuovi modi per viverle».

In altri termini, la piattaforma Pluggy basata sul web «faciliterà un processo continuo per la creazione, la modifica e la salvaguardia del patrimonio - aggiungono la Brandalesi e Tamascelli -, quando i cittadini saranno divulgatori e gestori di attività culturali. Sarà di facile accesso e permetterà lo sviluppo di un’identità condivisa. Gli utenti della piattaforma sociale interagiranno ed inseriranno contenuti».

In parole più semplici, la piattaforma fornirà «l’architettura» e gli strumenti necessari per la creazione di applicazioni. Che, fra altri vari aspetti tecnici, si concentra proprio sull’interazione sociale.

Il consorzio europeo Pluggy si estende a cinque Paesi, comprendendo quattro partner accademici, per un totale di 10 musei e tre imprese. È formato da: Xteam Software Solutions, Clio Muse di Atene, Banca nazionale del Pireo, Via e Iccs di Atene (Grecia); Università di Malaga (Spagna); Imperial College di Londra (Gran Bretagna); Vianet di Roma; Università e Associazione Musei di Kosice (Slovacchia).

Franco Corli

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