Mamma e papà massacrati, orrore a Pontelangorino
Duplice omicidio in una villetta, le vittime sono due ristoratori. L'allarme lanciato dal figlio. Il ragazzo e gli amici sentiti per ore, chiamati i magistrati della Procura per i Minori, scattano perquisizioni
Una mamma e un papà uccisi in casa, massacrati di colpi in testa nella villetta in affitto in cui si erano da poco trasferiti a Pontelangorino, frazione di Codigoro. E un figlio, il loro figlio minore, che corre a chiamare un parente. Racconta della donna esanime in cucina, con il capo fasciato da buste di plastica e del padre trovato morto in garage quando è rincasato, attorno all’ora di pranzo, dopo una mattinata con l’amico che l’aveva ospitato anche a dormire, la sera prima. Niente scuola, non c’è andato in questo maledetto martedì. Tutto vero.
I carabinieri che arrivano a sirene spiegate trovano i corpi, ma qualcosa nel racconto del ragazzo non deve aver passato gli interrogativi e i riscontri degli inquirenti se è vero che a notte, la notte tra martedì e mercoledì, lui e alcuni suoi amici ancora erano in caserma, a ripetere e ripetere i loro racconti. Per interrogarli, da Bologna sono arrivati i magistrati della Procura per i Minori, mentre scattavano una serie di perquisizioni. Una notte lunga e dolorosa.
Salvatore Vincelli e sua moglie Nunzia di Gianni erano ristoratori molto conosciuti, titolari della Greppia a San Giuseppe. Con loro vivevano i suoceri, in questi giorni di festa erano via, in visita ad altri parenti..
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La coppia ha anche un altro figlio più grande che abita a Torino, città d’origine della Di Gianni, arrivato a Pontelangorino in serata mentre nella villetta abitano anche i suoceri di Vincelli che in questi giorni sono però via. Secondo il racconto del sedicenne fatto agli inquirenti, dopo aver aperto la porta, ha chiamato i genitori senza avere risposta.
Sarebbe dunque arrivato in cucina dove avrebbe visto la mamma riversa sul pavimento con un sacco di plastica in testa. Sconvolto avrebbe quindi cercato il padre e si sarebbe recato in garage dove il corpo dell’uomo giaceva ormai senza vita. Anche lui con un sacchetto di plastica attorno alla testa. Entrambi uccisi perchè colpiti violentemente alla testa, con una forza tale da fracassare parte del cranio. Ma sarà il medico legale a stabilire se la morte è avvenuta subito o se sono passate alcune ore: l’arco di tempo preso in considerazione va dal lunedì notte, quando marito e moglie sono tornati a casa dopo aver chiuso il ristorante, fino alle 13 di ieri, quando il figlio ha dato l’allarme.
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Sul posto subito sono arrivati i carabinieri di Comacchio e Codigoro, in un primo momento, e dopo anche il comandante provinciale, colonnello Andrea Desideri con i comandanti, del Reparto operativo Ferrara, Marco De Martino, e di Comacchio, Andrea Coppi a coordinare le indagini . Presenti anche gli uomini della polizia municipale e i tecnici della scientifica dei carabinieri. Presente anche una squadra di sanitari del 118. Il figlio 16enne, sotto choc, è stato portato via dai militari che intanto hanno cercato di capire se avesse o meno bisogno di cure mediche. E non sono trapelate indiscrezioni, sul luogo in cui fosse stato accompagnato.
Così, dalle 13.30, dopo l’allarme, la piccola frazione di Pontelangorino ha visto un movimento continuo di forze dell’ordine, parenti, amici, conoscenti e curiosi.
I carabinieri hanno cercato in tutti i modi di tenere lontano occhi indiscreti, così da permettere agli inquirenti di lavorare al meglio. Il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante è arrivato alle 14.30 per uscire dalla villetta dopo le 18. Bocche cucite e ipotesi di indagini che si concentrano su alcune persone. Gli uomini della scientifica hanno lavorato a lungo tanto dentro la villetta quanto nel garage dove il figlio 16enne abitava dopo averlo adibito a “piccolo rifugio”. Controllate e portate via per ulteriori analisi anche le due auto parcheggiate nel cortile, una delle quali sarebbe stata trovata ferma in un posto diverso da quello usuale.
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Nessuna arma è stata trovata e gli inquirenti stanno cercando di capire con quale oggetto la coppia sia stata colpita alla testa, probabilmente con un corpo contundente che però non è stato ancora trovato.
Non è possibile al momento indicare se i due siano stati colpiti nello stesso momento da mani diverse (ed è quindi per questo motivo che non si sarebbero sentite le urla dell’altro) oppure se a colpire sia stata la stessa persona che ha colpito con violenza alle spalle non lasciando nemmeno il tempo di chiedere aiuto.
Gli uomini della medicina legale hanno lasciato la casetta alle 20, mentre gli uomini della scientifica hanno lavorato fino a tarda notte e molto probabilmente continueranno questa mattina alla luce del giorno. Diversi sono gli interrogativi sul giallo di Pontelangorino al quale ieri nella tarda serata i carabinieri avrebbero già dato risposte concrete, escludendo una ipotesi dopo l’altra isolando quella più verosimile: chi ha ucciso aveva libero accesso in casa. Ora manca solo un nome.
"Siamo tutti sconvolti, naturalmente un fatto così grave sconvolge l'intera comunità", ha commentato il sindaco di Codigoro Alice Zanardi. "Ci sono indagini in corso da parte dei carabinieri e della magistratura, in questo momento non posso dire altro", ha concluso. L'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante.
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