Capitale della cultura Comacchio cala i suoi assi
Ieri al ministero l’audizione della delegazione: il 31 gennaio la decisione Il sindaco Fabbri: «Sfida appassionante, giochiamocela questa finale»
COMACCHIO. Rush finale per le dieci città italiane finaliste nella corsa a capitale della cultura italiana per il 2018. Ieri mattina a Roma, nella sede del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo il primo turno di audizioni, ha interessato dapprima Alghero, a seguire Aquileia, poi Comacchio (dalle 12.30 alle 14) ed infine Ercolano e Montebelluna. Oggi si sottoporranno ad analoga audizione le altre cinque finaliste, ossia Palermo, Recanati, Settimo Torinese, Trento e l’Unione dei Comuni Ericini.
«E giochiamocela questa finale» – ha scritto il sindaco lagunare Marco Fabbri sul proprio profilo Facebook direttamente da Roma. Top secret il verdetto sino al 31 gennaio prossimo, quando alle ore 15 le dieci finaliste scopriranno quale tra loro si è aggiudicata il titolo di capitale italiana per la cultura 2018, strappando anche un bottino cospicuo, pari ad un milione di euro da investire in progetti di promozione culturale. La delegazione comacchiese che a Roma ha illustrato i punti cardine della candidatura era composta dal sindaco Marco Fabbri, dall’assessore alla Cultura Alice Carli, dai dirigenti Roberto Cantagalli (Cultura e Turismo), Claudio Fedozzi (assetto e tutela del territorio) e da Alessandra Felletti, referente del progetto. Come noto, il 15 novembre dello scorso anno il dossier della candidatura, che vanta una pregevole prefazione dello scrittore Marcello Simoni, ha superato la prima, importante selezione, consentendo a Comacchio di piazzarsi nella short list delle dieci finaliste, peraltro a rappresentare l’intera Regione Emilia Romagna. Sul sito della nota rivista di cultura e turismo “Touring Club” un sondaggio vede Comacchio al secondo posto della classifica, un gradino dietro a Recanati, città natale di Giacomo Leopardi. «Siamo in finale. Ci crediamo molto, come tutti coloro che con passione hanno messo a disposizione il loro tempo libero per partecipare ai tavoli tematici di preparazione della candidatura – commenta emozionato Fabbri -. Questa è una delle più grosse sfide che abbiamo affrontato. Il tema centrale è la sostenibilità di un paesaggio culturale che ha tantissime risorse. Il territorio, la natura, l’archeologia, le tradizioni, anche quelle gastronomiche sono le nostre carte migliori che abbiamo portato a Roma. Incrociamo le dita».
Sale l’adrenalina, mentre il centro storico ed i lidi sono stati tappezzati da magnifici manifesti che ritraggono i fenicotteri stanziali in salina, i reperti etruschi restaurati, che presto abbelliranno il nuovo museo archeologico ed i casoni di valle, divenuti centri visita frequentatissimi. Sui manifesti campeggia la scritta “Comacchio, città finalista Capitale cultura italiana 2018».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
