La Nuova Ferrara

Ferrara

duplice omicidio a pontelangorino

Ottanta euro di acconto per far fuori i genitori

"Troppe bugie, nessuna traccia di effrazione, il cane che non abbaia. Fin da subito c'è stato il sospetto su come fossero andate le cose". Ecco alcune testimonianze degli abitanti di Pontelangorino il giorno dopo il duplice delitto<a href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2017/01/11/news/omicidio-a-pontelangorino-fermati-il-figlio-della-coppia-e-un-amico-1.14695525?ref=hfnffeel-1">LEGGI L'ARTICOLO</a>
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"Troppe bugie, nessuna traccia di effrazione, il cane che non abbaia. Fin da subito c'è stato il sospetto su come fossero andate le cose". Ecco alcune testimonianze degli abitanti di Pontelangorino il giorno dopo il duplice delittoLEGGI L'ARTICOLO

Ottanta euro subito, altri mille promessi dopo il massacro. In stato di fermo il figlio della coppia e un amico. Ai due ragazzi è contestata l'aggravante della premeditazione, Il provvedimento emesso dopo un lungo interrogatorio. I due sono crollati e hanno fatto trovare agli inquirenti i vestiti insanguinati e l'arma del delitto: un'ascia. All'uomo sono stati inferti tre colpi, alla donna sei.  Le teste avvolte in sacchetti di plastica perché "non volevamo guardarli in faccia". La causa scatenante i rimproveri per il cattivo rendimento scolastico

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PONTELANGORINO. Ottanta euro subito, altri mille dopo il massacro. Il figlio sedicenne della coppia assassinata a Pontelangorino aveva assoldato l'amico, di appena un anno più grande, per ammazzare i genitori. E' uno dei particolari più agghiaccianti che emerge dalle indagini sul duplice omicidio di Pontelangorino, un caso ormai risolto. Nella notte, dopo un interrogatorio fiume del figlio sedicenne della coppia assassinata e della sua cerchia di amici, sono emersi tutti i riscontri per emettere due fermi per omicidio nei confronti del figlio Riccardo, 16 anni e dell'amico M.S., 17 anni, di Caprile. Ai due minorenni è stata contestata la premeditazione.

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Da quanto si apprende, i due avrebbero ucciso insieme la coppia, prima aggredendo Salvatore Vincelli, 59 anni e Nunzia Di Gianni, 45 anni in camera da letto con un corpo contundente, e poi spostando i corpi rispettivamente in garage e in cucina.

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I due giovani sono crollati al termine degli interrogatori che si sono protratti per tutta la notte nell'Unità mobile dei carabinieri di Comacchio davanti al pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e al magistrato del Tribunale dei Minori Silvia Marzocchi. Messi di fronte alle numerose contraddizioni e incongruenze, il figlio e l'amico hanno infine indicato agli inquirenti il luogo in cui avevano gettato i vestiti insanguinati e l'arma del delitto, un'ascia.

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Tutto era stato buttato in una canale, a Caprile, e lì i carabinieri li hanno recuperati. L'interrogatorio ha anche permesso di ricostruire la dinamica del delitto: dopo aver massacrato le vittime in camera da letto, i due hanno organizzato un'improbabile messinscena spostando i cadaveri. L'ora dell'omicidio è stata collocata tra le tre e le cinque del mattino di martedì 10 gennaio. All'uomo sono stati inferti tre colpi, alla donna il doppio.

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Ma la necessità di evitare tracce di sangue durante gli spostamenti non è l'unico motivo che ha spinto i due ragazzi ad avvolgere le teste delle vittime in sacchetti di plastica: "Non volevamo guardarli in faccia", hanno rivelato agli inquirenti.

La procura ha così emesso i due provvedimenti cautelari. Inizialmente si era ipotizzato un movente di tipo economico, ma sta prendendo sempre più consistenza quello legato a contrasti familiari. In particolare, il motivo scatenante sarebbero stati i rimproveri al figlio per il suo cattivo rendimento scolastico. I due ragazzi sono stati trasferiti nel carcere minorile di Bologna.

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"Ancora una volta, gli organi inquirenti ferraresi hanno fatto piena luce – a poche ore di distanza – sulla dinamica di un terribile fatto di sangue, dimostrando eccezionale professionalità e spirito di servizio". Il Prefetto di Ferrara Michele Tortora esprime gratitudine e stima in particolare per l’Arma dei Carabinieri e per tutti coloro che si sono prodigati per dare soluzione al caso ed assicurare alla giustizia i responsabili.

"Resta sullo sfondo - conclude il Prefetto - l’inquietudine derivante dal contesto in cui è maturato il delitto, che pone con forza la necessità di perseguire con determinazione e in modo mirato politiche attive in grado di prevenire l’insorgenza di gravi fenomeni di disagio giovanile".

 

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