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messe in suffragio a masi san giacomo e portomaggiore

«Per quelle morti al poligono c’è ancora tanta sofferenza»

 «Per quelle morti al poligono c’è ancora tanta sofferenza»

PORTOMAGGIORE. A distanza di un anno dall’esplosione del poligono di tiro di Portomaggiore, dove tre persone, Lorenzo Chiccoli,73 anni, pensionato e cacciatore di Masi San Giacomo, Paolo Masieri, 47...

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PORTOMAGGIORE. A distanza di un anno dall’esplosione del poligono di tiro di Portomaggiore, dove tre persone, Lorenzo Chiccoli,73 anni, pensionato e cacciatore di Masi San Giacomo, Paolo Masieri, 47 anni, fornaio, e Maurizio Neri, 66 anni, di Borgo Sant’Anna, frazione del comune di Masi Torello, rimasero intrappolate e trovarono la morte, si sono celebrate le messe di suffragio. La prima alle 16 nella chiesa di Masi San Giacomo, in ricordo di Maurizio Neri, e la seconda alle 18 nella chiesa Collegiata di Portomaggiore, in ricordo di Paolo Masieri. Una ferita profonda per la comunità di Portomaggiore, che ancora cerca un a verità sui fatti. Don Edwin, che ha celebrato la messa per Maurizio Neri, alla quale hanno partecipato i conoscenti e il figlio, ha ricordato come sia difficile trovare parole giuste nei momenti difficili dell’esistenza. «A volte si vorrebbe avere parole giuste nei momenti difficili, ma poi si scopre che di parole se ne possono dire tante, ma non bastano a lenire una sofferenza così atroce. Nel ricordare Maurizio nel primo anniversario dalla sua morte, insieme ad altre due persone, scopriamo che non ci sono parole, o forse ve ne sono troppe ma senza risposte. Forse tutti questi perché ce li dirà il Signore, ma ora non ci sono».

Stessa commozione è stata provata dai tanti presenti alla Collegiata portuense alla messa celebrata da don Lorenzo, in ricordo di Paolo Masieri, il più giovane delle tre vittime. Nellla sua omelia, don Lorenzo ha ricordato come tutto quello che accade nella vita faccia parte di un disegno divino. «Quando la vita ci chiede fatica o si presentano momenti di sofferenza,facciamo fatica a ringraziare Dio, a vedere che quei momenti fanno parte di un disegno divino. La fede ci dice che le fatiche sono il luogo dove Dio si manifesta e anche Lui ci dà l’esempio salendo sulla croce».

Tra i conoscenti, un uomo ricorda come «ciò che è successo è pazzesco, un struttura in legno non poteva che diventare una bomba».

Veronica Capucci

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