San Giovanni perde un vero pilastro
È morto a 71 anni Valerio Periotto, storico tabaccaio di corso Martiri. Riportò la contrada al successo, il ricordo degli amici
Dopo una lunga malattia affrontata con grande dignità e fede cristiana, Valerio Periotto si è spento all’età di 71 anni lasciando nel dolore la sua bella famiglia e quella più grande del Palio e della contrada di San Giovanni.
Periotto è stato infatti uno dei principali artefici del “miracolo” di San Giovanni, che duranti gli anni della sua gestione è riuscita a diventare la contrada in assoluto più vittoriosa del palio di Ferrara: 43 palii complessivi di cui la metà dovuti proprio a Periotto, che aveva un’innata indole a scoprire giovani talenti per il palio.
Ma le vittorie più belle Valerio le ha ottenute con il suo modo di aggregare i ragazzi e rapportarsi con la gente e non solo di contrada. Era una persona carismatica che sapeva infondere fiducia nei giovani, credendo in loro.
«Quello che rimane in questo triste momento – ha dichiarato il presidente Giampaolo Chiodi -non sono i rapporti che abbiamo condiviso nella contrada ma soprattutto quelli umani. Penso perciò al contradaiolo come uomo e all’amore che riusciva a mettere in tutte le cose. La sua non era solo passione, tifo, ma vero grande amore, generosità, altruismo specialmente verso i nostri ragazzi».
Chiodi ricorda l’ultimo incontro con l’amico Valerio solo lo scorso giovedì a casa sua - in via Patracchini a Francolino, dove si era trasferito dopo aver abitato tanti anni in via dei Tulipani nel quartiere di Borgo Punta - quando lo aspettava per dargli tanti consigli su come proseguire l’attività della Contrada che si riunirà con il Consiglio direttivo per decidere cosa fare per ricordare Valerio.
«Vieni con un computer e una connessione internet – si era raccomandato Valerio, spiega il presidente della contrada rossoblu – così potrai scrivere quello che ci diremo. L’ho trovato sofferente, in poltrona con l’ossigeno ma perfettamente lucido. Aveva reagito alla malattia senza disperazione facendoci capire da credente, come si deve guardare al passaggio da questa vita a quella eterna. Sapeva benissimo quello che lo attendeva».
Era stato per molti anni consigliere di San Giovanni quando i ruoli non erano così definiti come lo sono oggi ma il suo compito fondamentale lo diede nel reclutare e stimolare i campioni delle corse e indimenticabile fu la scoperta di Ena la somarella che diede alla Contrada dieci vittorie consecutive, entrando nella leggenda del Palio.
Sono infatti questi i ricordi indimenticabili che conservano molti ex contradaioli; Giorgio Bolognesi lo ha definito «una grande persona, un esempio per la mia generazione. Quando sono apparse le prime telecamere lui ci riprendeva per farci poi vedere dove eravamo più deboli e quindi intervenire per migliorarci. Provo un grande dolore perché era uno di noi».
Per Lorenzo Pavani è stato «un fratello maggiore come lo fu Paolo Podetti scomparso recentemente. Sono state figure di riferimento, di guida e gli anni che li videro in contrada, furono costellati di soddisfazioni perché si ricominciò a vincere. Umanamente lo avevamo vicino anche ai nostri matrimoni, ai battesimi dei nostri figli…. Più di un amico».
Andrea Botti lo frequentò per una decina di anni dal 1980 al 90. «Gli ho sempre riconosciuto una grande abilità nella ricerca dei campioni - dice - uno stile da vero procuratore, un professionista rispetto a chi procedeva in modo dilettantistico. Come persona ci ha dato un grande esempio di umanità».
«Un secondo padre - anche per Marcello Bonati – quando avevamo bisogno di lui la sua porta era sempre aperta per darci consigli utili ha dato un grande esempio di come si affronta una malattia». Duplice il ricordo del presidente dell’Ente Palio Di Brindisi: «Era un uomo simpatico, allegro, affabile; come tabaccaio mi aiutò a districarmi nei confronti dell’applicazione dei valori bollati quando ero un avvocato all’inizio della carriera mentre quando era con i nostri campioni, indossava la calzamaglia e li accompagnava con tanto amore e un senso di protezione. Una perdita incolmabile!».
«Da 13 anni combatteva con la malattia subendo 5 anni fa un intervento molto serio e diversi cicli di terapia – ricorda il figlio Francesco- e in questi giorni doveva trasferirsi all’Ado, ma una crisi lo ha stroncato prima».
Sposato con Silvia oltre a Francesco aveva Chiara e Giulia e la bimba della Bielorussia. I funerali si terranno nella chiesa di Malborghetto di Boara domani alle ore 15.
Un altro grosso lutto per la contrada di San Giovanni dopo la tragica morte del giovane Matteo Chiodi, figlio dell’attuale presidente della contrada avvenuta nell’agosto 2014, e quella avvenuta nel maggio 2010 di Paolo Podetti, altro grande artefice della vita della contrada rossoblu.
Margherita Goberti
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