Scatta il monitoraggio sul verde
Quarantamila piante sane, nonostante i tagli dovuti al cancro del platano
Prenderà il via in settimana l’abbattimento di piante ammalate nel territorio comunale. Le piante che saranno abbattute sono soprattutto platani, che hanno contratto la Ceratocistis Fimbrata, il temibile fungo noto anche come “cancro colorato del platano”. Una malattia molto diffusa tra i platani del ferrarese; secondo gli esperti dell’Ufficio Verde del Comune, si tratta di una epidemia che colpisce i platani, e l’intera provincia di Ferrara è zona di focolaio di questa temibile patologia.
«La malattia è monitorata dall’ufficio fito sanitario regionale, ed è un fungo che si propaga nel tessuto linfatico del tronco, per cui la linfa non viene più drenata e la pianta si secca. Se si vede che la pianta ha dei sintomi, gli agronomi procedono con l’analisi di un prelievo», spiega Marco Lorenzetti, dell’Ufficio verde. Circa 40 le piante che si stanno abbattendo nel territorio comunale per questa malattia, in varie zone della città: da via del Lavoro, a via IV Novembre a via Formignana, a via Foro Boario, a via Alfonso I d’Este, via Bentivoglio/Fratelli Rosssetti,via Pioppelle, via Comacchio e via Copparo. In altre zone della città si procede all’abbattimento di alberi per altre cause, legate anche al fine vita della pianta. L’abbattimento dovuto alla presenza della malattia che colpisce i platani, «avviene in seguito all’applicazione di una legge nazionale, per cui, dopo la verifica dello stato di salute della pianta, se confermata la malattia, si procede con l’abbattimento del platano ammalato e delle due piante vicine, per evitare che la malattia si propaghi», spiega l’ingegnere Enrico Pocaterra, Servizi infrastrutture, mobilità, traffico. L’operazione si fa nei mesi freddi, perché siccome la malattia è causata da un fungo, si evita che le spore si diffondano. In seguito all’abbattimento dei platani non è più possibile piantumare piante della stessa specie, ma dove possibile si procede con la piantumazione di nuove specie, come acero campestre, acero riccio, ippocastano rosa, ontano napoletano, bagolaro, frassini, lecci, pioppi, olmi, gelsi, solo per citarne alcune. «Tutte specie autoctone, del territorio», spiega Rossano Catozzi, dell’Ufficio Verde. La piantumazione, come lo sfalcio erba, la potatura e altre operazioni legate al verde, sono gestite da FerraraTua. La città si conferma come una città dal polmone verde: 40mila le piante nel territorio comunale, su 510 ettari di verde. Enrico Pocaterra fa sapere che «in genere, l’abbattimento per fine vita della pianta, non legata quindi a malattia, fa sì che la piantumazione possa avvenire nel sito, invece se l’abbattimento è dovuto a malattia o perché crea disagi alla popolazione, la ripiantumazione avviene fuori sito, per evitare che si ripresentino problemi».
Uno degli obiettivi, se non il principale, è mantenere costante l’equilibrio tra alberi abbattuti e nuove piantumazioni. Sempre gli esperti, fanno sapere che tutti gli anni viene fatta una valutazione della stabilità della pianta, «che consiste in analisi della stabilità e consistenza del legno», spiega Mario Lorenzetti, che continua, «se la procedura dà esito negativo, la pianta viene abbattuta». Altro problema che riguarda le piante, è la presenza di funghi cariogeni, che formano carie che fanno indebolire il fusto. Ma c’è stato un aumento nel numero di alberi abbattuti? «Se consideriamo che un albero in ambito urbano ha una vita media di 50/80 anni, e che gli alberi di Ferrara sono stati piantati nel secondo dopoguerra, ci stiamo avvicinando al picco, ma la cosa fondamentale è la piantumazione di nuovi alberi. Il nostro problema è di mantenere l’invarianza del numero complessivo di piante», conclude Pocaterra.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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