Delitto di Pontelangorino, l’ultima lite per la scuola: il papà ucciso aveva cercato i prof
Lunedì la telefonata, dopo tensioni in casa per lo scarso impegno del ragazzo. I compagni dell’Iti di Codigoro: siamo sotto choc, non ce ne facciamo una ragione
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Aveva telefonato alla segreteria dell’Iti di Codigoro, cercando uno dei dirigenti. Lo aveva fatto Salvatore Vincelli, il papà, lunedì mattina poco prima delle 14, dicendo che avrebbe chiamato il giorno dopo, martedì. Una telefonata che purtroppo ha segnato la sua vita, perchè probabilmente era dettata dall’ennesima lite che in famiglia avevano avuto per il rendimento scolastico del figlio Riccardo. Lite che potrebbe esser stata la causa scatenante dell’omicidio, della preparazione del duplice omicidio. Ieri mattina all’Iti di Codigoro, hanno rammentato questa telefonata, che potrebbe essere importante perchè proverebbe quella causa scatenante, innesco del dramma della famiglia Vincelli.
All’Iti di Codigoro, dove Riccardo frequentava la seconda classe (l’amico arrestato con lui frequenta invece il Cfp, il “professionale” che si trova nello stesso istituto) ieri ovviamente si parlava solo della tragedia di Pontelangorino. Nelle classi si è parlato di questo, nella classe di Riccardo e in tute le altre. Un giorno di scuola diverso per tutti gli studenti dell'Istituto Superiore Guido Monaco di Codigoro.
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Dove Riccardo viene descritto come un ragazzo come tanti altri suoi coetanei, da chi nei corridoi dell'Istituto lo incrociava tutti i giorni. «La cosa che ci sconvolge di più è che nessuno di noi si aspettava da lui un gesto di simile crudeltà». C'erano una famiglia, gli amici, lo studio, il calcio e un'amica speciale, nella vita apparentemente normale di un adolescente qualunque.
«Stamattina non si è parlato di altro in classe, non riusciamo proprio a farcene una ragione» dichiara un ragazzo all'uscita della scuola. «E' un atto disumano, non ci sono parole». L'aria tesa è palpabile tra i ragazzi, a testa china, tra risatine di imbarazzo, si chiudono con lo sguardo sui loro smartphone e tentennano ad affrontare un argomento così di forte impatto emotivo. Fanno fronte comune il Dirigente Scolastico e il vice Preside per un immediato e deciso appoggio per la tutela degli alunni e dei compagni più stretti di Riccardo, ancora minorenni: «La priorità è stare vicini alla classe, è un momento molto delicato e daremo, assieme ai docenti, tutto il supporto necessario». Umanità e disponibilità come linea imprescindibile di un percorso educativo che come mai in questi anni e oggi ha bisogno di essere incisivo, determinato e solido.
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