«Tresigallesi, il teatro è apolitico»
Problemi per la stagione, il presidente: la gente non viene a causa delle elezioni
TRESIGALLO. Una stagione partita non nel migliore dei modi e tanti dubbi per il futuro. Si parla di teatro eppure il discorso finisce alla politica, perché la crisi della “vocazione” del volontariato riscontrata nel Comune di Tresigallo all’indomani delle passate elezioni (con la sconfitta epocale della lista di Centro sinistra) sta colpendo anche l’Associazione Amici del teatro 900 presieduta da Adriano Boni. Nata lo scorso anno per rilanciare lo storico teatro tresigallese, dopo una prima mezza stagione molto positiva sotto ogni profilo, quest’anno nonostante il programma più ricco per qualità e numero di eventi, le cose vanno male.
«Il recente concerto di Capodanno della Filarmonica - racconta Boni - ha regalato il tutto esaurito, devo dire finalmente, perché vedere il nostro bel teatro pieno è veramente una gioia. Invece, per il resto le cose vanno male e sono dispiaciuto, perché a mancare sono tutti i precedenti amministratori e l’ampio mondo del volontariato tresigallese. Noi facciamo teatro in modo apolitico, qui non ci sono calori e in fin dei conti la nostra associazione ha iniziato la collaborazione con i vecchi amministratori, quindi non capisco questo atteggiamento ed è chiaro che se in un Comune come il nostro vengono solo 30-35 tresigallesi a spettacolo non ha più senso continuare».
In ottica futura resta ancora una seconda ricca parte di stagione, che sabato 28 propone Le Favore, cover band dei Nomadi, poi sabato 18 febbraio l’operetta “La vedova allegra”, uno dei maggiori investimenti di questo cartellone.
«Il teatro è nato nel 1936 e noi volevamo celebrare gli 80 anni con Il barbiere di Siviglia, primo spettacolo proposto a Tresigallo con Rossoni che chiamò addirittura Mascagni come direttore d’orchestra. Purtroppo, non è stato possibile, ma confido molto sull’esperimento operetta, spero ci sia la giusta risposta di pubblico. Il futuro a queste condizioni è a rischio, ma aver visto il teatro pieno con la Filarmonica ci ha riempito il cuore, così non ci arrenderemo». (d.b.)
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