«Addio Valerio, eri la nostra forza»
Lacrime e commozione ieri a Malborghetto per i funerali di Periotto, storico capocontrada della contrada di San Giovanni
Sono state le note dolcissime dell’Ave Maria ad accogliere ieri pomeriggio nella chiesa di Malborghetto di Boara il feretro di Valerio Periotto coperto di rose. Accompagnato dal parroco don Alessandro Denti ha attraversato il sagrato salutato da una moltitudine di persone del Borgo di San Giovanni, delle altre Contrade e del mondo del Palio.
«C’è una terra per i vivi e il cielo per i morti - ha esordito don Denti prima della funzione religiosa - ma c’è un ponte che li unisce: è l’amore, di cui Valerio è stato un limpido testimone. Pensiamo con rammarico a tutte le volte che nella nostra vita abbiamo avuto paura di amare». Valerio Periotto, storico capocontrada della Lince e molto conosciuto anche per aver gestito per molti anni la tabaccheria di corso Martiri, è morto il 9 gennaio dopo una lunga malattia, lasciando la moglie, tre figli e tantissimi amici affranti.
Dopo la lettura del Vangelo il sacerdote ha ricordato le parole che lo stesso Valerio ha lasciato come testamento spirituale e in particolare il passaggio in cui sottolinea che “in ciascuno di noi ci sono tanti piccoli sassolini che ci permettono però di scalare le montagne più impervie”. «Questa di oggi - ha ripreso don Denti - è certamente una montagna ardua e difficile da affrontare ma ci aiuterà l’amore. Valerio sperimentò che la vita si costruisce insieme; inizialmente lo fece nel seno della sua famiglia e poi in quella del Palio». Il percorso esistenziale di Periotto è stato infatti esemplare fino alla fine. «Una persona muore come ha vissuto» recita uno slogan a cui si è poi riferito don Denti per ricordare che la morte non lo ha sorpreso, ma al contrario sapeva che c’era un tempo per prepararsi al distacco e lo ha fatto mantenendo sempre quel sorriso che nasceva da un profondo sentimento d’amore verso il prossimo tutto. «Niente di ciò che è stato amato va perduto - ha continuato nell’omelia - tutto continua ad alimentarsi come ci ha lasciato detto Valerio che insieme alla sua famiglia ha donato tanto di se stesso per la parrocchia. Sarà lontano dai nostri occhi, ma sarà nel nostro cuore».
Dopo i canti eseguiti dalla corale di Malborghetto il presidente della Contrada di San Giovanni Giampaolo Chiodi ha parlato a nome di tutti. «Sono state dette tante cose ma ce ne sarebbero ancora molte altre da dire e soprattutto da fare. Valerio ci ha fatto vivere alcune esperienze straordinarie dimostrandoci con il suo comportamento che ci voleva tanto bene. Ci ha sempre spronato ma senza volerci cambiare, inseriamo perciò nella nostra vita quello che ci ha insegnato e miglioreremo sicuramente. Le anime come quelle di Valerio non vanno via, lontano, ma sono sempre vicino a noi e così lo sentiremo sempre. Sabato sera in Contrada si svolgerà una cena il cui ricavato sarà consegnato alla sua famiglia».
Anche l’assessore dell’Ente Palio Aldo Modonesi ha voluto salutare Periotto: «Quando una bella persona ci lascia penso che il modo migliore per colmare il vuoto sia ricordare i momenti vissuti insieme. Io ho due momenti particolari legati a Valerio: il modo in cui entrava in piazza Ariostea fiero dei suoi colori rossoblu tenendo per mano i suoi campioni; un gesto di tenerezza e di sprone e poi al termine delle corse, in qualsiasi modo si concludessero, l’abbraccio ai suoi ragazzi. L’altro ricordo risale a febbraio quando mi chiese di presenziare al matrimonio di sua figlia Chiara». A questo punto l’assessore si commuove e fatica a proseguire: «fu una funzione semplice e voi eravate tutti radiosi. Così ricordo Valerio che rimarrà per noi una gran bella persona». Applausi spontanei e commossi hanno accompagnato la bara fuori dalla chiesa mentre suonava il Silenzio fuori ordinanza come aveva chiesto lo stesso Valerio, accolto finalmente dalle sue chiarine e tamburi, dagli sbandieratori e da tanti che gli hanno voluto bene.
Margherita Goberti
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