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Carife ridimensiona la rete, progetto già avviato

Stefano Ciervo
Carife ridimensiona la rete, progetto già avviato

Quattro filiali in provincia chiuderanno entro il 30 aprile, il resto lo deciderà Bper Risparmiatori azzerati: l’Agenzia delle Entrate non mette tasse sugli indennizzi

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Le tre good bank del centro Italia da ieri sono ufficialmente oggetto di un’offerta di acquisto da parte di Ubi, e dal dettaglio della proposta hanno saputo, tra le altre cose, che dovranno ridurre i costi del 30% attraverso una «riorganizzazione della forza lavoro» dal costo di 130 milioni di euro, e «razionalizzare le filiali principalmente nelle aree a parziale sovrapposizione». Gli addetti di Nuova Carife hanno da tempo un’idea precisa di cosa comporti essere acquisiti in questa maniera, le tre good bank di sicuro da Ubi e loro, in ipotesi, da Bper: in corso Giovecca è già partita la raccolta delle domande per l’esodo incentivato, mentre da due giorni è definita la prima parte del progetto di razionalizzazione delle filiali, che prevede chiusure totali e parziali di undici sportelli. Le chiusure totali riguardano quattro filiali del territorio ferrarese, due emiliane e una romana, oltre alla conferma della soppressione entro il 30 aprile della sede ex Commercio e Finanza a Napoli. Chiuderanno al pomeriggio a partire dal 30 aprile tre filiali del capoluogo e una della provincia.

Il resto del piano di razionalizzazione è solo ipotizzato da parte dell’azienda, perché in assenza di un piano industriale e di un’analisi condotta dal futuro compratore, cioè i modenesi di Bper, ogni ipotesi resta sulla carta. Per questo motivo non è stato comunicato ai sindacati l’esatto perimetro dell’operazione, anche se delle cinque aree territoriali nelle quali è articolata la rete Carife (Area Ferrara, Centro sud, Delta, Emilia e Nord), a pagare il prezzo maggiore rischiano di essere il Sud e l’Emilia: quest’ultimo può essere letto come indizio della convergenza verso Bper, che è ovviamente molto presente in quella zona. Anche il Ferrarese, però, è destinato ad un ridimensionamento severo. Il tutto è consequenziale, ma anche condizionato ai tagli all’organico che dovranno essere almeno di 300 unità.

A livello di rimborsi ai risparmiatori, invece, da segnalare la mossa dell’associazione Vittime del Salva-banche, che hanno predisposto un emendamento al decreto Salva-Mps: si prevede l’emissione di una obbligazione decennale senza interesse da parte delle good bank in favore dei risparmiatori azzerati, coperta dalla cessione dei crediti deteriorati. E intanto l’Agenzia delle Entrate chiarisce che gli indennizzi non saranno tassati.(s.c.)

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