Carife ridimensiona la rete, progetto già avviato
Quattro filiali in provincia chiuderanno entro il 30 aprile, il resto lo deciderà Bper Risparmiatori azzerati: l’Agenzia delle Entrate non mette tasse sugli indennizzi
Le tre good bank del centro Italia da ieri sono ufficialmente oggetto di un’offerta di acquisto da parte di Ubi, e dal dettaglio della proposta hanno saputo, tra le altre cose, che dovranno ridurre i costi del 30% attraverso una «riorganizzazione della forza lavoro» dal costo di 130 milioni di euro, e «razionalizzare le filiali principalmente nelle aree a parziale sovrapposizione». Gli addetti di Nuova Carife hanno da tempo un’idea precisa di cosa comporti essere acquisiti in questa maniera, le tre good bank di sicuro da Ubi e loro, in ipotesi, da Bper: in corso Giovecca è già partita la raccolta delle domande per l’esodo incentivato, mentre da due giorni è definita la prima parte del progetto di razionalizzazione delle filiali, che prevede chiusure totali e parziali di undici sportelli. Le chiusure totali riguardano quattro filiali del territorio ferrarese, due emiliane e una romana, oltre alla conferma della soppressione entro il 30 aprile della sede ex Commercio e Finanza a Napoli. Chiuderanno al pomeriggio a partire dal 30 aprile tre filiali del capoluogo e una della provincia.
Il resto del piano di razionalizzazione è solo ipotizzato da parte dell’azienda, perché in assenza di un piano industriale e di un’analisi condotta dal futuro compratore, cioè i modenesi di Bper, ogni ipotesi resta sulla carta. Per questo motivo non è stato comunicato ai sindacati l’esatto perimetro dell’operazione, anche se delle cinque aree territoriali nelle quali è articolata la rete Carife (Area Ferrara, Centro sud, Delta, Emilia e Nord), a pagare il prezzo maggiore rischiano di essere il Sud e l’Emilia: quest’ultimo può essere letto come indizio della convergenza verso Bper, che è ovviamente molto presente in quella zona. Anche il Ferrarese, però, è destinato ad un ridimensionamento severo. Il tutto è consequenziale, ma anche condizionato ai tagli all’organico che dovranno essere almeno di 300 unità.
A livello di rimborsi ai risparmiatori, invece, da segnalare la mossa dell’associazione Vittime del Salva-banche, che hanno predisposto un emendamento al decreto Salva-Mps: si prevede l’emissione di una obbligazione decennale senza interesse da parte delle good bank in favore dei risparmiatori azzerati, coperta dalla cessione dei crediti deteriorati. E intanto l’Agenzia delle Entrate chiarisce che gli indennizzi non saranno tassati.(s.c.)
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