Giacobazzi si racconta a un ipotetico nipote
L’attore con “Io ci sarò” immagina un dialogo con l’erede che arriverà «Quella di Ferrara è una tappa imperdibile e presto verrò alla Spal»
Giuseppe Giacobazzi (al secolo Andrea Sasdelli), attore e comico fra i più amati dal pubblico italiano, farà nuovamente tappa al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, oggi alle 21, grazie a Caos organizzazione spettacoli, con il suo nuovo monologo “Io ci sarò”. E se nel precedente spettacolo “Un po’ di me (genesi di un comico)” si trovavano tanti elementi autobiografici di Sasdelli diventato prima Giacobazzi protagonista sul palco e poi - finalmente - padre, in questo nuovo testo scritto dallo stesso interprete, con la collaborazione ai testi di Carlo Negri, l’attore riflette sempre su se stesso e sulla propria vita, ma per parlare del presente in ottica futura... e non solo. Insomma, un Giacobazzi che ragiona sulla sua vita, il suo lavoro, il suo futuro, la sua carriera e sul possibile futuro dei suoi nipoti in un dialogo monologo ed un videomessaggio ai posteri, che l’artista vuole condividere con il pubblico presente, il tutto ovviamente esternato con il suo stile e con le sue battute.
Primo punto: Ferrara è appuntamento imperdibile nel tour teatrale di Giacobazzi.
«Come si fa a saltare una tappa a Ferrara - risponde il popolare comico della vicina Alfonsine -, intanto gli amici mi coprirebbero di insulti... Ma poi Giacobazzi è nato lì, con il Costipanzo Show, con le serate estive al Castello e quelle invernali itineranti fra città e provincia. E poi c’è la Spal...».
Non ci dica che è tifoso biancazzurro come Cevoli...
«Questione di comodo (ride, ndr). A parte gli scherzi, amo quasi esclusivamente le moto. Ma io e Cevoli ci siamo ripromessi quest’anno di venire allo stadio per tifare Spal. Lui lo già fatto con “Poltro” (Andrea Poltronieri, ndr), la prossima volta vengo anche io, poi sono felice per come vanno le cose alla mitica Spal».
Insomma, veste comica a parte conosce bene la città.
«L’ultima volta sono venuto due settimane fa a Winter Wonderland con mia figlia. È un’iniziativa bellissima e non potevo rinunciarvi. Poi a Ferrara ci sono alcuni locali, che non nomino, dove si mangia divinamente, il Castello è uno dei più belli d’Italia e la festa di Capodanno con l’incendio è uno degli appuntamenti più belli non solo in Italia e da fuori è apprezzatissimo. Mi fermo qui, chiudo dicendo che è giusto fermarsi a Ferrara, assieme a Modena ha delle peculiarità che altre città, Bologna in primis, hanno ormai perso».
Parla spesso di cibo eppure è magrissimo...
«Ma che fatica: mangio veramente tanto e adoro bere bene. Sono cose che non riesco a slegare dal lavoro e poi a fine spettacolo mi piace che si vada a mangiare tutti insieme, sia componenti dello staff che amici: è divertente e in Italia non ci si sbaglia mai».
Torniamo allo spettacolo del Comunale, “Io ci sarò”.
«La ritengo una cosa bellissima, sono un padre anziano e non so se vedrò mio nipote, così ho pensato a come potevo fare a raccontare il nonno al nipote. Grazie a un video racconto la mia generazione a chi verrà quando non ci sarò più. L’idea è quella di parlare dei nostri tempi e del futuro, stavolta con una scenografia veramente bella. Ci saranno alcuni momento commoventi, ma lo scopo è ridere. Nelle prime 16 date la gente ha riso molto, a Ferrara riparto dopo la pausa festiva e dopo due settimane di influenza, ma ora sto bene».
Non è semplice per un comico proporre delle novità.
«Ogni volta cerchiamo di rimetterci in gioco, chi spende denaro e tempo in questo momento della nostra storia credo meriti di essere tenuto in alta considerazione. È una scommessa tutte le volte, ma ci pare di essere partiti nel modo giusto. E poi - conclude Giacobazzi - adoro il teatro, esibirmi davanti al mio pubblico».
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