Il consiglio dice no ai nomi dei paesi in dialetto sui cartelli
CENTO. I cartelli stradali con i nomi di tutte le località, nel territorio comunale di Cento, non verranno integrati con l'aggiunta del nome in dialetto. A maggioranza lo ha deciso il consiglio...
CENTO. I cartelli stradali con i nomi di tutte le località, nel territorio comunale di Cento, non verranno integrati con l'aggiunta del nome in dialetto. A maggioranza lo ha deciso il consiglio comunale nel discutere un'ordine del giorno, presentato dalla Lega Nord per l'attivazione di un programma di salvaguarda dei dialetti. Al documento erano stati aggiunti due emendamenti. La Lega Nord che chiedeva l'installazione di cartelli di indicazione delle località in dialetto centese ed il Pd che aveva dei dubbi, anche sui costi, e chiedeva di pensarci quando i cartelli verranno cambiati per usura.
«Per la salvaguardia del dialetto - ha spiegato Marco Pettazzoni della Lega Nord - mettere il nome in dialetto nei cartelli è una forma per incentivare a mantenere in vita quella che è la nostra tradizione». Il dialetto «è una cultura - ha detto Enrico Malucelli di Onda Centese - sono favorevole al nome in dialetto sui cartelli per incentivare all'apprendimento le nuove leve che non lo conoscono».
Marco Mattarelli, di Libertà per Cento, suggeriva di fare un consiglio comunale in dialetto. Tutti concordi sull'ordine del giorno ma non per gli emendamenti. «Sono perplesso - ha affermato Stefano Porro del gruppo di maggioranza - su entrambi. Mettere i cartelli significa spendere 20mila euro più iva. Quello del Pd è politico ideologico». L'emendamento della Lega Nord, installare i cartelli in dialetto, veniva bocciato e solo Onda, gruppo Misto e Lega Nord erano favorevoli. Di conseguenza cadeva l'emendamento del Pd e tutti votavano l'ordine del giorno, sulla salvaguardia dei dialetti.
Dibattuto anche l'argomento, sempre della Lega Nord, per eliminare l'accattonaggio e le truffe ai parcheggi a pagamento. «Sempre più spesso - ha ricordato Marco Pettazzoni della Lega Nord - nei parcheggi a pagamento i posteggiatori si fanno dare dagli automobilisti in uscita il tagliando, con ancora spazio per la sosta, che poi lo cedono ad uno che entra per pochi spiccioli. Questa è truffa».
L'accattonaggio, ha replicato Marco Mattarelli, «purtroppo è un modo di agire accettato, erroneamente, da tanta gente che invece non dovrebbe prestarsi». Diego Contri (gruppo misto) ha proposto di punire anche gli utenti dei parcheggi che danno soldi ed Enrico Malucelli (Onda Centese) ha sostenuto che con una forte repressione l'accattonaggio si elimina. Piero Lodi (Pd) invitava il sindaco a far pressione, sul gestore dei parcheggi, passando da due a tre coadiuatori come è previsto dal contratto.
«Ad aprile - ha detto il sindaco FabrizioToselli - scade il contratto per la gestione dei parcheggi. Tra le tante idee pensiamo a parcheggi, con le sbarre, sempre custoditi. Comunque studieremo e valuteremo tutte le proposte in commissione». Tutti favorevoli tranne il Pd che si asteneva, non ritenendo chiare le proposte del sindaco. (g.b.)
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