Il poligono della tragedia torna in parlamento
Interpellanza Pd ai ministri di Interno e Difesa, tra i firmatari Bratti e Boldrini «Regole univoche per evitare tragedie come quella di Portomaggiore»
PORTOMAGGIORE. Prende spunto da due tragedie avvenute in Italia all’interno di poligoni di tiro privati l’interpellanza presentata mercoledì scorso alla Camera con la quale si chiede ai ministeri dell’Interno e della Difesa di adeguare la normativa nazionale per rendere più sicure queste strutture sportive.
In particolare il documento chiede se è prevista la presenza dei vigili del fuoco al tavolo degli esperti che dovrà predisporre le regole applicative della nuova disciplina che regola queste attività e quale ruolo avrà in futuro l’ente (Uits) che finora ha certificato la regolarità dei poligoni in Italia.
L’atto politico arriva ad un anno dall’incendio nel poligono di tiro di Portomaggiore nel quale persero la vita tre persone e altre tre rimasero ferite e a poche settimane da un analogo fatto avvenuto a Torino, che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro, che sono i due casi citati nell’interpellanza.
L’atto, firmato da parlamentari del Pd e di Sel tra cui i due eletti ferraresi Alessandro Bratti e Paola Boldrini, ricorda che di fatto il settore non è attualmente sottoposto a «regime autorizzatorio», pur previsto, perché mancano alcune disposizioni attuative indispensabili per l’applicazione delle norme che impongono la licenza per questo genere di attività.
Una lacuna sulla quale è al lavoro dal maggio 2015, informa il documento, «un apposito gruppo di esperti con il compito di fornire sull’argomento un qualificato e puntuale contributo tecnico-giuridico».
Da questo lavoro dovrebbe scaturire la disciplina specifica relativa «al rilascio della licenza» e con la quale saranno definite «le distanze di sicurezza relative alla gittata massima dei proiettili, nonché tutti i profili per la salvaguardia ambientale riguardanti l’impatto acustico, lo smaltimento dei residui dell’attività di sparo, come pure sarà espressamente stabilito il mantenimento in sicurezza delle caratteristiche minime per tutto il periodo di validità della licenza». Si tratta di un ambito nel quale, aggiunge il documento, sta intervenendo anche il ministero dell’Ambiente. Il Tar del Lazio, inoltre, ha emanato una sentenza «nella quale si sottolinea che l’Uits, Unione Italiana Tiro a Segno, non ha alcuna legittimazione a certificare l’agibilità dei poligoni», funzione che compete «in via esclusiva» al ministero della Difesa e al Genio militare. L’atto sollecita infine «un coordinamento o un’omogeneità di regole tecniche tra pubblico e privati, in particolare per quanto attiene ai controlli, tenuto conto che le strutture insistono in un contesto cittadino e sono frequentate da cittadini civili, anche minorenni».
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