La Nuova Ferrara

Ferrara

Sentito il figlio minore. Gli amici come testimoni

Sentito il figlio minore. Gli amici come testimoni

I carabinieri hanno subito ascoltato gli amici più stretti del sedicenne. Agitati e confusi: «Certo che è un bravo ragazzo, andava d’accordo coi genitori»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTELANGORINO. «Ma dove si trova adesso? Avete controllato che lo scooter sia dentro?». Tremano dal freddo e dalla paura gli amici del 16enne figlio della coppia uccisa all’interno della villetta a Pontelangorino. «State tranquilli - dicono alcuni dei carabinieri fermi sul posto - Non è da solo, non è in giro e sappiamo dove si trova. E’ tutto tremendo ma cercate adesso di stare tranquilli». Loro, i ragazzini, ieri davanti la casa dei Vincelli, tranquilli, invece, non riescono a stare e il gruppo diventa sempre più numeroso. «Ha dormito a casa di un nostro amico - raccontano a ruota libera, senza freni - poi hanno mangiato insieme, ce lo ha detto lui».

Non è andato a scuola quindi? «No, oggi (ieri, ndr) no. Andiamo a scuola insieme ma non l’abbiamo visto. Ha mangiato a casa di G. e poi è tornato dai suoi e li ha trovati in quel modo». Le loro parole sono importanti, lo sanno gli inquirenti e allora in maniera discreta, i ragazzi vengono ascoltati direttamente a bordo della stazione mobile parcheggiata davanti alla casetta. Avvolto in una felpa rossa, con la faccia che quasi brucia dal freddo e dall’emozione, uno del gruppo si avvicina agli altri dopo aver risposto alle domande: «Mi hanno chiesto tutti vostri numeri di telefono, io li ho dati tutti. Vi chiameranno, sicuro e vi chiederanno un po’ di cose come hanno chiesto a me. Vogliono sapere di lui (il figlio16enne, ndr) ma cose normali, niente di particolare. Io ho detto tutto quello che so». «Cosa?». «Boh, di lui che dorme in garage, che si è fatto lì la sua stanza dove ogni tanto andiamo a parlare. Ho detto quello che facciamo ogni giorno. Cose normali. Ho chiesto io se c’era la moto e mi hanno detto di sì. Mi hanno anche detto che sta bene ma non so dove l’abbiano portato».

Sono agitati, confusi e senza adulti presenti. Stanno immobili sul marciapiede, increduli e impotenti. «Come è? Normale, come noi. Andiamo a scuola, poi al bar del paese. Abbiamo i nostri giri, giro normali. Certo che è un bravo ragazzo. Speriamo solo arrivi in fretta suo fratello. Noi non lo conosciamo, non sappiamo chi sia perché non l’abbiamo mai visto, mai». Sul perchè non stava in casa con i suoi, qualcuno glissa, qualcun altro invece spiega: «non è che non ci stava per un motivo particolare. Andava d’accordo con tutti e due. Solo, come poi molti di noi, aveva bisogno del suo spazio e piano piano si è fatto la sua casa, diciamo così. Così poteva stare tranquillo senza disturbare. Soprattutto d’inverno passiamo diverso tempo dentro. Giochiamo, guardiamo video, parliamo». E ribadiscono, «cosa mai vuoi fare a Pontelangorino in inverno? Il sabato forse qualcosa in più, ma adesso. E adesso, voi sapete dove si trova?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google