«Tragedia senza perché» L’angoscia tra i vicini
Il dolore a Caprile dove le vittime dell’omicidio abitavano fino a pochi mesi fa Mentre a Pontelangorino tutti sono paralizzati dalla paura dopo il massacro
CAPRILE. Dolore e sconcerto nelle facce di chi a Caprile conosceva le due vittime. Maria Rosa Succi Cimentini, titolare del bar L'Osteria di via Monticelli, non ha parole: «Sono sconvolta. E' una tragedia che non ti aspetti in un paese così piccolo, dove ci si conosce tutti - spiega ancora scossa - Salvatore e Nunzia hanno abitato proprio in questa via, per una decina di anni, sino alla scorsa primavera, quando si sono trasferiti a Pontelangorino. Erano persone tranquille, cordiali e si fermavano qui per il caffè o le sigarette».
E’ passato due giorni fa. «Salvatore è passato proprio due giorni fa per comprare l'abbonamento della corriera per il figlio, che frequenta l'Iti a Codigoro. Aveva un tutore ad un braccio e mi ha riferito che era stato operato da poco». Anche i clienti al bar di Caprile, interrogandosi sull'accaduto, hanno ricordato che un fatto di sangue di efferata violenza come quello che si è consumato ieri, non ha precedenti in paese.
Rubano con sacchetti?«Se uno va a rubare - ha commentato Claudio Grassi - non porta con sè dei sacchetti di plastica per incappucciare due persone, ma si munisce di armi o coltelli, per potersi difendere. Sarà una cosa studiata. Ieri a Mesola sono stati rubati salumi per un valore di 1000 euro, ma questa è delinquenza di altro genere. Chissà da dove sono arrivati questi criminali».
Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni erano da tutti conosciuti come persone distinte, tranquille, grandi lavoratori, che si dividevano tra la gestione del ristorante e la casa.
E se a Caprile tutti sono sconvolti, a Pontelangorino gli abitanti sono paralizzati dalla paura. Attoniti, sbigottiti e pieni di dolore i vicini di casa, così come le persone che abitano lungo la via principale della piccola frazione, non trovano pace.
Un pianto senza fine. Una signora vestita di blu arriva correndo senza giacca nonostante le temperature polari. «Ma davvero, ma sono proprio loro? Siete sicuri? Oddio santo, ma non è possibile». E scoppia in un pianto senza fine. «Qui siamo sempre stati tranquilli, vivevamo con le chiavi attaccate fuori. Adesso...è un continuo. Furti su furti, abbiamo paura». In tanti sono convinti che a colpire sia stata una banda. «Sarà così, per forza. Chi altri può essere stato? Li hanno legati ci hanno detto».
«No, legati no. Li hanno trovati nel letto con delle sporte in testa…». Si dice tutto e il contrario di tutto. In realtà nessuno può sapere anche perchè dalla porta della villetta non esce alcun tipo di notizia.
Quanti sono i morti? “Quanti sono i morti? Due o tre? Perché ci hanno detto che ci sarebbe anche la nonna». La ricostruzione, come spesso, accade, è presto fatta. Da un lato all’altro della strada ogni capannello ha la sua verità mentre i parenti, con la faccia bianca e paralizzati dal dolore e dall’orrore, vengono accompagnati dentro e fuori protetti dalle forze dell’ordine che non fanno avvicinare nessuno per un raggio di diversi metri.
«Li vedevo spesso al mattino - racconta una delle vicine - facevano la spesa, poi andavano via. Avevano il ristorante a San Giuseppe e a casa ci stavano pochissimo. Non li conosciamo tanto bene perché abitavano qui da poco. Sono di Caprile ma il figlio aveva già tanti amici anche a Pontelangorino perché vanno a scuola insieme».
Il freddo intenso non scoraggia gli animi e in tanti restano fermi immobili sulla via.
Siamo in pericolo. «La verità è che siamo in pericolo costante. Quelli (non si sa bene chi in realtà) entrano nelle nostre case, ormai non li ferma più nessuno. Abbiamo paura, troppa…». «Conosco bene la moglie, andiamo spesso a mangiare nel loro ristorante. Abbiamo saputo e siamo venuti qui e…» e non riesce più a parlare. Si blocca, dall’agosciaNessuno apre più bocca e Pontelangorino aspetta solo la verità. Qualunque essa sia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
