Una coppia di lavoratori sempre con il sorriso
Le vittime gestivano il ristorante La Greppia: imprenditori affabili e seri
Pizzaiolo per vocazione, ma anche stimato ristoratore della costa, Salvatore Vincelli, come la moglie Nunzia, aveva attivato un proprio profilo su Facebook. L'immagine di copertina ritrae il 59enne, seduto su un divano in vimini, abbracciato al figlio Riccardo, ora nel carcere minorile di Bologna con la terribile accusa di omicidio premeditato.
«Avevano abitato per molti anni nel paese in cui sono nato, Caprile - commenta Giordano Conti, presidente di Cna del Delta -, sapevano fare il loro lavoro ed erano entrambi ben voluti, persone affabili, imprenditori seri, sempre insieme. Quando alla sera tornavo a casa, percorrendo la Romea, passavo davanti al loro ristorante, che era sempre pieno. Chi poteva immaginarsi una tragedia del genere?».
Nel bar “L'Osteria” di Caprile tutti conoscono tutti e la notizia del duplice omicidio l'indomani ha lasciato ancora più sgomento e incredulità, perchè maturata in un contesto familiare. «Siamo rimasti tutti a bocca aperta - riconosce Valentino Succi Cimentini, 25enne, figlio della titolare del bar, Maria Rosa - Salvatore, nonostante si fosse trasferito a Pontelangorino la scorsa primavera, passava di qua a volte prima di andare ad aprire il ristorante, per acquistare le sigarette o per l’abbonamento della corriera per il figlio. So che ha un altro figlio, più o meno della mia età, nato dal primo matrimonio, che vive a Torino con altri familiari».
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Non è da escludere che l'estremo saluto alla coppia di ristoratori di Pontelangorino, nei prossimi giorni, venga previsto in duomo a Ferrara. Nunzia Di Gianni era cugina di primo grado di Claudio Peretti, titolare del ristorante "Ramina" di Porto Garibaldi, nonchè proprietario dei muri del ristorante "La Greppia" del Lido delle Nazioni, che la donna gestiva insieme al marito Salvatore Vincelli. «Oggi sono andato a staccare il cartello di chiusura per ferie sino al 1° febbraio, - racconta con dolore il cugino di Nunzia -, per applicare quello di chiusura per lutto». «Noi tutti parenti siamo scioccati per questa tragedia, così grande, per noi inconcepibile. Non c'erano segnali. Nessuno di noi ha mai avuto avvisaglie di liti o problemi in famiglia». Peretti, che è anche membro di Confesercenti del Delta, come lo erano la cugina Nunzia ed il cognato Salvatore, ricorda che «per 15 anni circa hanno gestito il ristorante La Greppia con grande professionalità. Era una coppia unita. Entrambi grandi lavoratori, brava gente. Di loro si poteva solo parlare bene».
A tutti i parenti ora competono le tristi procedure burocratiche di natura legale, in attesa che la Procura della Repubblica emetta il nulla osta allo svolgimento dei funerali. «L'attività del mio ristorante Ramina, naturalmente, deve andare avanti, anche se siamo tutti provati da un dolore che ci ha colti all'improvviso - prosegue Claudio Peretti -, mentre per il ristorante La Greppia, non sono in grado di dire nulla. Purtroppo dovrà restare chiuso perchè mia cugina e suo marito non ci sono più. Quello era il loro mondo, la loro vita. Vivevano solo per la famiglia ed il ristorante». Sul profilo Facebook la donna aveva pubblicato come immagine di copertina il proprio gatto. Ora anche il cane di proprietà è in custodia presso il Centro di Protezione del cane di Migliaro, in attesa di un nuovo affido, ai fini dell’adozione.
Katia Romagnoli
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