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Una doccia fredda Ma qualcuno dice: io lo avevo intuito

Una doccia fredda Ma qualcuno dice: io lo avevo intuito

La notizia del fermo dei due ragazzi paralizza il paese «Rapina primo pensiero, ma troppe cose non quadravano»

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La notizia dell’omicidio è arrivata nelle case di Pontelangorino all’ora di pranzo, proprio nel momento in cui diverse famiglie si trovano a tavola e i ragazzi tornano da scuola. «L’ha letto mio figlio su internet - spiega Lauro Barboni - e siamo andati subito a vedere. Io non li conoscevo di persona ma mi sono preoccupato molto. Abbiamo pensato ad un regolamento di conti, ad una banda...Adesso dico una cosa strana, lo so che non è il momento. Ma quando ho visto quel povero cane che non voleva salire sul camioncino mi si è stretto il cuore. Poi questa mattina (ieri, ndr) questa mattina mi si è gelato il sangue. Il figlio e l’amico. Io ancora non ci credo».

Raffaele Pulga e Andrea Strafornini sono gli amici di Riccardo e del suo complice. Hanno passato il pomeriggio fermi immobili sulla strada e sono stati ascoltati diverse volte. Ieri non sono andati a scuola, assenza giustificata questa volta visto l’inferno che stanno vivendo. «Mia mamma per poco non è stata male - dice Straforini - perché ad un certo punto mi ha visto vicino ai carabinieri. Erano nostri amici, tutti e due. Non ho mai, mai pensato potessero essere loro anche perché lui (il complice di Riccardo, ndr) era con noi, parlava tranquillamente». Sfogliano il giornale, guardano la foto in cui sono tutti insieme e si coprono il volto con un gesto incontrollato.

Parla come un fiume in piena Stefano Menegatti, un altro del gruppo. «All’inizio ho pensato ad una rapina, o al qualcosa del genere. Poi però troppe cose nel racconto di Riccardo e di quell’altro non combaciavano. Diceva di aver dormito fuori e di essere poi andato a scuola - spiega - ma a scuola non c’è mai stato. Ha anche detto di aver pranzato alle 12 e di aver trovato il padre e la madre in quelle condizioni. Ma il cane non ha mai abbaiato e di solito abbaia sempre. Ci hanno preso in giro, ma prima di tutto hanno preso in giro loro stessi». Alla Bottega della carne è un via vai continuo di giornalisti e curiosi. I titolari, Alfio Chirico e Grazia Cantarera fanno fatica a parlare, la commozione rompe la voce. «Non li conoscevamo bene, non venivano spesso perché lavoravano tutto il giorno. Siamo senza parole. Una tragedia, sono morte tante persone, tante».

«Un orrore. Solo un orrore - commenta Alessandro Paganini del Mitos Cafè - Pensare a quello che hanno potuto fare quei ragazzini...Ma sì, l’avevamo capito subito. Dopo qualche ora qui non si parlava d’altro. Ne hanno raccontate troppe, si sono contraddetti mille volte. Non sono professionisti. Sono ragazzini». (an.bo.)

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