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Berco, esuberi ridotti e incentivi all’esodo saliti a 59mila euro

di Maurizio Barbieri
Berco, esuberi ridotti e incentivi all’esodo saliti a 59mila euro

L’azienda ha fatto aperture su diversi punti importanti I sindacati: la trattativa va avanti. Accordo a un passo

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COPPARO. Il decimo incontro della serie tra la direzione Berco e i sindacati non ha segnato la parola fine ovvero la firma dell’accordo ma le parti sono vicinissime e la firma dovrebbe arrivare già nell’incontro di lunedì. Sindacati abbottonatissimi. Da fonti vicine alla stessa azienda si parla lo stesso linguaggio segno che si è giunti allo sprint finale e tutti sono pronti tagliare il traguardo. In Berco in quest’ultimo periodo sono pervenute parecchie commesse e questo è di per sè un fatto positivo ma l’intesa va oltre la situazione contingente del momento. L’azienda continua a mantenere in campo la procedura di mobilità ma solo perché l’accordo non c’è. I sindacati hanno agito con intelligenza puntando non soltanto sull’aspetto economico ma mettendo in campo una proposta complessiva che ha avuto il placet dell’azienda rappresentata come sempre dal direttore del personale, Daniele Mingozzi, dall’avvocato Alessandro De Palma e da Ponselè di Unindustria Ferrara. Si è concordato che la logistica non andrà in outsourcing ma resterà all’interno di Berco con un accordo sulla flessibilità d'orario che è prevista dall’attuale contratto collettivo nazionale i lavoro. L’azienda ha rivisto il numero degli esuberi arrivando a quota 200. Ai sindacati questa riduzione non è ancora sufficiente e chiedono a Berco di scendere ancora. «Non abbiamo testi scritti - spiegava Paolo Da Lan segretario provinciale Uilm-Uil - siamo positivi rispetto al fatto di riuscire a fare la quadratura del cerchio». «Ci sono state evoluzioni nei punti che ritenevamo più importanti e nevralgici» è il commento di Alberto Finessi, coordinatore nazionale Fismic per il settore siderurgia. «Un’apertura importante da parte dell’azienda» è il commento di Sandra Rizzo, segretaria provinciale Fim-Cisl e di Samuele Lodi, segretario provinciale Fiom-Cil

Incentivi all’esodo. L’azienda è salita a 26 mensilità per un totale massimo da mettere sulla bilancia pari a 59mila euro rispetto alle 24 mensilità del penultimo incontro. Per i sindacati l'incentivo dovrebbe salire a 65mila euro come è stato nell’accordo siglato tre anni fa. Cigs. Berco rimane ferma sui 12 mesi ovvero dall’1 marzo fino al 28 febbraio 2018. In caso del raggiungimento dell’accordo la mobilità avrà il criterio della volontarietà come nel luglio del 2013. L’azienda la vorrebbe nelle aree dove sono stati dichiarati gli esuberi mentre il sindacato chiede di allargare le uscite volontarie anche tra in altri settori giocando la carta tenuto delle modifiche che potrebbero arrivare sulle pensioni per gli eventuali lavoratori precoci. L’azienda non ha dato una risposta.

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