L’Asl: a Comacchio deve essere fatta la Casa della Salute
Vagnini: non è concepibile lasciare vuoto il San Camillo In programma anche un incontro con il prefetto
COMACCHIO. Da poco più di tre mesi alla guida dell'azienda Asl di Ferrara, Claudio Vagnini entra nel merito delle vicende, che hanno interessato l'ospedale San Camillo, mostrando tutte le intenzioni di dare seguito e, senza indugi, alla sua riorganizzazione.
Già dalla prossima settimana infatti è in programma un incontro con il prefetto di Ferrara, Michele Tortora, «perché è mio proposito trovare una soluzione per rendere il San Camillo completamente operativo - spiega Vagnini -. Non sarà un ospedale, ma una Casa della Salute». Sgombrato il campo dalla prospettiva di accogliere profughi al terzo piano della struttura, il nuovo direttore generale dell'Asl ferrarese prevede di incontrare prossimamente anche la Consulta Popolare per il San Camillo, che da quasi due decenni ha fatto della salvaguardia dell'ospedale comacchiese la propria missione.
«Gli incontri devo farli prima di tutto con le istituzioni- rimarca Vagnini - e non con chi dice di avere il verbo divino. Mi è stato chiesto di avviare la struttura con i servizi approvati dalla riorganizzazione del San Camillo. Se la cosa si è fermata è perché qualcuno si è messo di traverso». Uno dei punti fermi dell'incarico assegnato al nuovo direttore generale dell'Asl è quello di procedere nello sviluppo delle case della salute e anche per il San Camillo l'impegno consiste nel potenziare i servizi, con l'inserimento della medicina generale, della pediatria di gruppo, intorno alla quale si è acceso il dibattito nei giorni scorsi, della medicina legale e dell'Igiene pubblica.
«Penso che i cittadini di Comacchio - prosegue Vagnini - abbiano il diritto di avere servizi. Non tolgo, ma metto servizi. Non è concepibile lasciare una struttura così vuota».
Sulla prospettiva ventilata a lungo di lasciare a disposizione un'ala a medici privati, avviando una collaborazione pubblico/privata, il direttore generale dell'Asl precisa che «ad oggi non ho visto medici accreditati farsi avanti. Se ciò fosse avvenuto, ne avremmo discusso con la Regione. Ora come ora - ribadisce- non è pervenuta alcuna richiesta, tranne dichiarazioni giornalistiche, millantando conoscenze tecniche».
Non tralascia nulla il nuovo direttore generale, ritornando anche sulla questione della rampa del punto di primo intervento, chiusa nei giorni scorsi per lavori. «Una casa non abitata finisce con l’andare in rovina - conclude Vagnini - ed è quello che vogliamo assolutamente evitare he accada. I lavori sono assolutamente necessari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google