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Studenti gelati tra i banchi chiedono aiuto al sindaco

Studenti gelati tra i banchi chiedono aiuto al sindaco

Le temperature nelle aule non arrivano a 17 gradi: non riusciamo a studiare Il primo cittadino chiede interventi immediati alla Provincia, ente responsabile

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PORTOMAGGIORE. «In aula ci dovrebbero essere 20 gradi con uno scarto di due gradi. Da noi, nella classe più calda, ce ne sono 16 e mezzo. Abbiamo freddo e nessuno fa niente. Abbiamo dovuto fare lezione nella sala insegnanti in diciotto con sei banchi». Composti, decisi, educati e determinati, i ragazzi del dell’Istituto superiore di Portomaggiore hanno portato avanti una protesta impeccabile ieri mattina, davanti all’istituto prima e quindi direttamente dal sindaco Nicola Minarelli che ha ascoltato una delegazione. L’istituto in questione è di proprietà della Provincia «andrò di persona a cercare di sbloccare tutto - dice il primo cittadino - perché il disagio è reale». A non funzionare parte dell’impianto tanto che ci sono aule dove si sta bene e altre invece dove il freddo è insopportabile. I ragazzi sono costretti a stare in classe con sciarpa, cappelli e giubbotti, dovendo stare fermi per ore. A quanto pare il disagio si ripresenta puntuale, ogni anno, e la situazione si è solo aggravata a causa dell’ondata di gelo degli ultimi giorni.

Oltre agli studenti, lamentele sono giunte anche dai genitori: «Non è possibile che tutti gli anni sia la stessa storia. Il riscaldamento è insufficiente per quell’edificio – dice la mamma di uno studente – ci siamo lamentati, ma sappiamo che non dipende dal preside o dal sindaco, ma dalla Provincia. Chiediamo che non si mettano delle pezze, come le stufette, ma si preveda una volta per tutte la risoluzione di un problema».

Ieri mattina, quando è suonata la campanella, i ragazzi non sono entrati nelle aule e si sono diretti verso il Muncipio. I ragazzi, in modo molto educato, ma determinati, hanno evidenziato il loro disagio patito e la loro indignazione per le condizioni climatiche delle aule con le quali sono costretti a convivere ogni giorno. Difficile con il freddo garantire il normale svolgimento delle lezioni, per ragazzi e buona parte degli insegnanti.

La paura è che la Provincia, ente responsabile, non abbia abbastanza fondi per intervenire. Mettere mani all’impianto richiede uno sforzo notevole dal punto di vista economico ma i ragazzi non possono più stare in queste condizioni. «Se le cose non andranno a migliorare, saremo costretti a scendere in piazza e manifestare - dicono - i nostri non sono capricci, davvero dopo qualche ora fermi non riusciamo più a seguire le lezioni nel giusto modo e l’unica voglia è quella di tornare a casa. Speriamo che chi di dovere si faccia carico del problema nel più breve tempo possibile».

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