La Nuova Ferrara

Ferrara

la protesta raccolta da Lodi e Cavicchi (Lega Nord)

Case “ecologiche” che disperdono energia

Sono di proprietà Acer al Barco. I residenti: vogliamo pagare meno. I disagi di una disabile

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«Vogliamo sapere chi ha costruito e chi ha sbagliato. Questa è una protesta per capire e denunciare i problemi». Non usa mezzi termini Nicola Lodi, esponente leghista, per spiegare insieme a un gruppo di residenti delle case di edilizia popolare Acer in via Argante, al Barco, le criticità di quelle abitazioni. Si tratta di 76 alloggi che vanno da via Industria a piazzale Re Torrismondo, affittate ai residenti come case a risparmio energetico di tipo A, a minor consumo energetico, ma che presentano problemi di dispersione energetica. «Originariamente erano in classe A, ora evidentemente sono di tipo B. Presentano problemi di coibentazione e di riscaldamento. Siamo in possesso di un video di un costruttore che ci ha rivelato i difetti dei palazzi» sostiene Lodi. Nel piazzale omonimo di via Argante sorge una collinetta con pochissima erba, sotto la quale, stando alle parole dei residenti e dell’esponente leghista, «ci sono cumuli di rifiuti, tra cui macerie e alluminio». Lodi chiede quindi ad Arpa di fare un sopralluogo, e su questo «faremo un esposto in Procura, per chiedere chi ha messo i rifiuti». Il consigliere leghista Giovanni Cavicchi annuncia una richiesta di accesso agli atti per presentare un’interpellanza e «eventualmente fare richiesta in Procura». C’è poi la questione del mancato allacciamento del cogeneratore «costato 130mila euro, che dovrebbe andare a gas e doveva far funzionare tutte le parti comuni, in maniera da diminuire le spese condominiali. Dove sono i progettisti? C’è qualcuno che paga per questi sbagli?» tuona Lodi.

Acer ha proposto in assemblea una riduzione di 4mila euro sul conguaglio dei due anni di spese, ma i residenti, che stanno continuando a pagare per la tipologia abitativa A, non sono soddisfatti. «Vogliamo pagare il giusto ma se le case sono di tipologia B anziché A non sborsiamo niente: paghiamo per la classe B» dicono i residenti. L’ingegnere Massimo Bergami, uno di loro, spiega che tra i vari disagi «il riscaldamento non funziona, perché i termosifoni rimangono metà freddi e metà caldi». Oltre a questo, ha avuto problemi sanitari. «Siamo stati visti in ospedale 3 volte, a causa di faringiti acute, nausea, vomito. Le case sono costruite con cartongesso, lana di roccia, isolanti, sostanze chimiche che provocano questi disturbi, ma questo già lo abbiamo riferito ad Acer». Denunciata la presenze di topi e blatte. Si sono verificati anche furti d’acqua, perché l’impianto per pulire le scale è all’esterno senza lucchetti, e installare 6 nuovi rubinetti è costato 70 euro a famiglia. C’è anche chi, come Raffaella Breveglieri, disabile costretta a muoversi sulla carrozzina, si sente «reclusa in casa. Non riesco ad uscire, perché sul davanti i marciapiedi sono in pendenza per non creare disagi quando piove, e sul retro il giardino è ancora da terminare, con ghiaia. Inoltre pago per un giardino che non uso e un garage a cui non riesco a accedere».

Veronica Capucci

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