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Ferrara, al San Giorgio in camera coperte e stufette

Ferrara, al San Giorgio in camera coperte e stufette

Fuori uso due caldaie. La struttura è corsa ai ripari con mobilitazione e ‘fai date’. Da domani al via i lavori di ripristino

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FERRARA. Copertine di lana, stufette e cartoni con i quali sbarrare la strada al getto freddo che fuoriusciva “impazzito” dai bocchettoni dell’aria condizionata. Le caldaie del Centro di riabilitazione San Giorgio sono andate in tilt proprio nel momento più freddo dell’anno innescando un’emergenza che ha mobilitato tutti i livelli dell’organizzazione, dalla dirigenza dell’istituto specialistico ai colleghi della direzione ospedaliera. L’imperativo era evitare che le bassissime temperature esterne potessero portare il freddo fin dentro le stanze di degenza, negli ambulatori e nelle palestre, con un possibile danno per la salute di pazienti e personale.

Ieri la situazione stava gradualmente tornando alla normalità, ma nei giorni precedenti, in particolare venerdì, il disagio si è fatto sentire spingendo i responsabili del centro a mettere in pratica tutte le misure necessarie per proteggere degenza e dipendenti.

La struttura ospita 40 posti letto nel reparto Gravi cerebrolesioni diretto dalla dottoressa Susanna Lavezzi, 30 nella Medicina riabilitativa di cui è responsabile il prof. Nino Basaglia e 10 posti di day hospital, tutti in procinto di essere trasferiti a Cona, dove andranno ad occupare un’intera ala che oggi ospita il più grosso cantiere operativo dentro il Sant’Anna.

Il blocco del riscaldamento è stato provocato dal malfunzionamento di due delle tre caldaie del centro di via della Fiera. «Il freddo si è avvertito bene soprattutto nella giornata di venerdì - spiegavano ieri i familiari di alcuni pazienti - perchè dalle finestrelle del condizionamento usciva aria fredda che contrastava la funzione dei termosifoni».

Le prime segnalazioni che qualcosa si era inceppato nel sistema di regolazione del calore sono arrivate a metà settimana e l’altro ieri «il freddo ha iniziato a farsi sentire bene in diverse stanze dell’istituto», precisava qualche paziente. Il personale si è presentato indossando abiti più pesanti e ha iniziato a prodigarsi per ridurre il disagio di ricoverati e familiari. La direzione del San Giorgio ha comunicato l’emergenza al Sant’Anna.

«La questione è finita subito sul tavolo del direttore generale - ha detto il direttore Nino Basaglia - e i responsabili della manutenzione sono stati fermamente sollecitati a comprimere i tempi per ripristinare il servizio». Sono state acquisite due caldaie. «Una sarà montata lunedì (domani, ndr), l’altra appena verificheremo se e in che misura è stato compromesso il regolare funzionamento del secondo impianto che non sta svolgendo il suo lavoro al meglio», ha aggiunto Basaglia. L’emergenza, quindi, sarà definitivamente superata nei primi giorni della settimana entrante. Ma nel frattempo sono state cercate le soluzioni più efficaci per evitare che la situazione precipitasse.

«Abbiamo messo a disposizione coperte e stufette in ogni camera dove veniva segnalato un abbassamento della temperatura - ha dichiarato la dottoressa Francesca Chiavaroli, della sezione Traumatizzati encefalici - Con cartoni inoltre abbiamo tappato le aperture che emettevano aria fredda». Qualcuno ha portato da casa la borsa dell’acqua calda per il familiare ricoverato. Tra intervento organizzato, un po’ di fai da te e qualche rimedio estemporaneo dettato dal buon senso la fase peggiore dell’emergenza è stata superata e già ieri, anche tra i familiari dei pazienti, si parlava di «netto miglioramento». Intanto rispettano i tempi programmati i lavori nel cantiere di Cona che dovrebbero concludersi entro giugno ed entro settembre dovrebbe svolgersi il trasloco che si annuncia decisamente impegnativo. (gi.ca.)

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