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Ore cruciali per la Berco Tagli fissati a quota 200

Ore cruciali per la Berco Tagli fissati a quota 200

Copparo, martedì mattina fra azienda e sindacati per raggiungere un accordo Obiettivo puntato sul futuro della logistica e sugli incentivi all’esodo

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COPPARO. Sono ore cruciali quelle che si avvicinano all’incontro in calendario domani mattina alle 10 negli uffici della direzione Berco tra l’azienda e i sindacati. Sia i primi, seppur non ufficialmente, che le organizzazioni sindacali, si dichiarano ottimisti per raggiungere l’obiettivo. I sindacati sono riusciti a disinnescare la bomba ad orologeria costituita dalla procedura di mobilità per 365 dipendenti (331 nella fabbrica di Copparo e 34 in quella di Castelfranco Veneto). I circa duecento dipendenti che dovrebbero uscire non riguarderanno solo i reparti della logistica e delle manutenzioni, ma gran parte dei reparti della fabbrica. Nei giorni scorsi l’azienda ha compiuto una serie di ricognizioni in fabbrica. In certi reparti, ad esempio sulle macchine a controllo numerico, non è facile inserire operai senza esperienza specifica. Un altro punto a favore dei sindacati riguarda il fatto che la logistica non andrà in outsourcing, ma resterà all'interno di Berco con un accordo sulla flessibilità d'orario che è prevista dall'attuale contratto collettivo nazionale i lavoro. Berco aveva contattato alcune ditte esterne le quali poi si sono ritirate in quando la stessa azienda non assicurava per quanto tempo avrebbero avuto la possibilità di lavorare.

Altri nodi da sciogliere riguardano il destino degli addetti alla portineria e gli impiegati cosiddetti schedulatori, ovvero coloro che schedulano tutto il lavoro, in quanto nella prossima primavera partirà una nuova procedura completamente automatizzata e per gli addetti, attualmente circa una ventina, che rimarranno, dovrà essere trovata una nuova occupazione lavorativa così come quelli che sono occupati nel reparto macchine utensili che tra qualche mese dovrebbe essere chiuso. Altra buona notizia consiste nel fatto che all’inizio dell’anno sono stati rinnovati per un periodo di tre mesi i contratti ai 25 dipendenti che avevano il contratto a tempo determinato.

Sugli incentivi all'esodo, alla fine l’azienda arriverà ad un accordo. La direzione Berco, infine, non intende spostarsi dal periodo di 12 mesi di cassa integrazione ovvero dall’1 marzo fino al 28 febbraio 2018, per poi tenere nel cassetto un altro periodo di un anno di Cassa in caso di necessità. Importante il fatto che la mobilità abbia il criterio della volontarietà come nel luglio del 2013. L’azienda ha insistito per volerla nelle aree dove sono stati dichiarati gli esuberi mentre il sindacato ha chiesto di allargare le uscite volontarie anche tra in altri settori giocando la carta tenuto delle modifiche che potrebbero arrivare sulle pensioni per gli eventuali lavoratori precoci. L'azienda non ha dato una risposta, ma alla fine i sindacati la dovrebbero spuntare. (m.bar.)

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