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Meningite, non c’è solo il meningococco C

Meningite, non c’è solo il meningococco C

Tre persone sono state ricoverate a Cona nelle ultime tre settimane per altre forme non trasmissibili

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Meningite e meningococco continuano a suscitare timori in tutto il Paese facendo impennare la domanda di vaccini. Una crescita impetuosa che si è registrata anche a Ferrara nonostante le rassicurazioni dell’Asl e della Regione che hanno più volte ribadito che in provincia non c’è al momento nessun caso di meningite di tipo C, la versione che ha spinto le autorità sanitarie toscane ad intraprendere la vaccinazione di massa della popolazione. Ciò nonostante la malattia resta insidiosa anche nelle forme indotte da altri microrganismi (non solo il meningococco C). A Ferrara, nelle ultime tre settimane, almeno tre casi di meningite causata da agenti diversi dal meningococco C sono stati trattati dal reparto ospedaliero di Malattie infettive diretto dal dottor Marco Libanore. Da alcuni giorni al Sant’Anna è ricoverata in stato di coma una signora anziana che ha contratto la meningite mangiando cibo contaminato da un batterio, la Listeria Monocytogenes. La donna, in cura anche per un’altra grave patologia, è in condizioni critiche. Questa forma di meningite non è trasmissibile e non richiede interventi di tipo epidemiologico.

Poco prima di Natale era stata ricoverata sempre a Cona una donna con meningite da pneumococco. La donna è uscita dal coma dopo pochi giorni e attualmente è in riabilitazione. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, arriva da Goro ma si tratta di una setticemia, un’infezione del sangue, e non di una meningite. Il paziente, un uomo di oltre 60 anni, non ha subìto alcun tipo di danno alle meningi, è seguito in terapia intensiva a causa di una sepsi (l’infezione del sangue) che viene trattata con l’uso intensivo di antibiotici. L’insorgenza della patologia è stata innescata dal contatto con il meningococco di tipo Y. Il paziente è immunodepresso a causa di una patologia preesistente, una condizione che potrebbe aver agevolato l’azione del batterio. La profilassi è stata messa in atto per motivi precauzionali sul personale sanitario.

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