Dipendenti Carife al bivio Ultime ore per decidere
Ultime ore per decidere. Entro giovedì 19 gennaio i dipendenti Carife dovranno presentare all’azienda i nomi di almeno 300 persone che hanno scelto l’esodo volontario e abbandoneranno la banca con la...
Ultime ore per decidere. Entro giovedì 19 gennaio i dipendenti Carife dovranno presentare all’azienda i nomi di almeno 300 persone che hanno scelto l’esodo volontario e abbandoneranno la banca con la spinta di alcuni incentivi.
L’ultimo weekend trascorso è stato di riflessione per molti lavoratori su un futuro che non lascia spazio ad eventuali ripensamenti. Il tempo sta per scadere e mai come in questo caso si può dire che è stato brevissimo e tiranno.
Dal 4 gennaio scorso, giorno in cui l’assemblea dei dipendenti Carife al quartiere e fieristico, ha votato in maniera plebiscitaria per l’approvazione del piano presentato dall’azienda, fervono i contatti anche con le organizzazioni sindacali per completare la lista con almeno trecento persone disposte a lasciare volontariamente la banca.
Da alcune indiscrezioni raccolte pare che si sia già registrato un buon numero di adesioni, anche se il tetto dei trecento pare ancora non del tutto sicuro. Decisive saranno le ultime ore. C’è il rischio, come diceva ieri qualcuno della banca, che le persone che accetteranno le condizioni dell’esodo volontario sono quelle più giovani, quelle più preparate e quelle in grado di adattarsi bene alle esigenze di un mercato difficile come quello bancario, sfruttando anche i benefici economici temporali, che una tale scelta comporta. Tra l’altro, se si eccettua la parentesi della direzione di Daniele Forin, nella quale sono stati assunti alcune persone di sua fiducia, è da quasi un decennio che alla Carife non si fanno assunzioni, per cui il personale ha già molti anni di servizio alle spalle.
Tra l’altro anche nel periodo posteriore al 1995, quello dell’acquisizione della banca ferrarese del Credito Agrario, non sono state fatte per alcuni anni delle assunzioni in maniera continuativa.
La condizione dei trecento esodi volontari è determinante per salvare la banca, perché permetterebbe così a Bper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) di iniziare la trattativa per l’acquisizione.
Tra l’altro bisogna sottolineare che mentre per le altre tre good bank (Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chiesti) che verranno acquistate da Ubi, non sono stati fatti discorsi di riduzione del personale pur con una situazione di sovrannumero, per l’acquisto di Carife si passa obbligatoriamente a questo drastico taglio, mettendo in pratica il personale nelle condizioni di decidere del proprio futuro in una manciata di giorni. In queste ore quindi si gioca il destino della banca, con il prezzo sulla pelle dei dipendenti.
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