La Camera di commercio ha deciso l'accorpamento con Ravenna
Ferrara, raggiunti i 21 voti necessari grazie a cooperative e artigianato. Il presidente Govoni: inseriti nel processo di cambiamento
FERRARA. Con 21 i voti a favore dell’accorpamento e 7 i voti contrari: con questa maggioranza che ha superato la maggioranza dei 2/3 il consiglio della Camera di commercio di Ferrara ha deciso questa mattina, 17 gennaio, l'accorpamento con la Camera di commercio di Ravenna. Decisivo il voto delle associazioni cooperative e di un esponente dell'artigianato. La nuova Camera di commercio conterà complessivamente 93.048 imprese, con un valore aggiunto di oltre 14 milioni di euro e proventi superiori ai 7 milioni di euro. Preservate, per il momento, le due sedi per garantire alle imprese il presidio territoriale di prossimità. “Non c’è dubbio - ha sottolineato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara - che il sistema camerale si trovi di fronte ad una fase di svolta particolarmente importante per il proprio futuro e che la direzione del cambiamento passi, di necessità, per la capacità di creare valore per la società, di assicurare l’erogazione di sevizi di qualità e di realizzare politiche efficaci, nonché di svolgere un ruolo chiave di governance in contesti complessi, cogliendo le opportunità di innovazione e orientando i comportamenti dei diversi soggetti pubblici e privati. Il voto di oggi – ha proseguito Govoni - si inserisce, dunque, in quel profondo processo di cambiamento di cui c’è bisogno - e subito - per dare un volto nuovo al Paese, in risposta a un mondo imprenditoriale in continua trasformazione e che chiede istituzioni vicine e amiche, con le quali dialogare e con le quali trovare soluzioni nuove per fronteggiare le sfide del domani”.
Ravenna e Ferrara condividono la presenza di un polo chimico-energetico di rilevanza nazionale e sviluppate filiere nei settori dell'agroalimentare, delle costruzioni, della logistica e dell'economia del mare. Nei due territori il turismo e il suo indotto ricoprono un’importanza fondamentale non solo nel segmento balneare, ma anche in quello delle città d'arte e della cultura, grazie ai flussi di visitatori attratti dalle città capoluogo, patrimonio dell'umanità. In entrambe le province una straordinaria attività culturale e un patrimonio storico e paesaggistico per ampi tratti in comune, rafforzano il processo identitario, generano sviluppo sociale, attirano visitatori e producono reddito. Non a caso Ravenna e Ferrara appaiono ben posizionate per cogliere molte opportunità legate al successo mondiale del “Brand Italia”. Prospettive comuni di sviluppo sono, inoltre, legate al potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie in grado di consentire alle industrie locali, anche attraverso il porto di Ravenna, di avere un efficiente collegamento, tra l’altro, verso il Nord Est e l'Europa orientale attraverso il corridoio Baltico-Adriatico.
Il decreto di riordino delle Camere di commercio n. 219/16: attribuisce un ruolo nuovo agli Enti camerali ponendoli sulle frontiere dell’economia (digitale, start-up, scuola e università in collegamento con il mondo delle imprese, qualità e ricerca dell’eccellenza, cultura, turismo e sostenibilità); conferisce un nuovo ruolo al Registro imprese, premia le Camere più virtuose e non prevede percentuali di tagli lineari del personale camerale.
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