«Un fondo per aiutare gli orfani dei femminicidi»
Nancy Mensa, studentessa di Unife, ricevuta dalla presidente della Camera. Dopo la tragedia della sua famiglia si batte per ottenere una nuova legge
FERRARA. «Sono molto felice e onorata della sensibilità dell’onorevole Boldrini. Vorrei solo che si capisse che io parlo di problemi basilari della vita, non parlo di grandi cose; soltanto di essere uguale agli altri nelle scelte, nei sogni e nei desideri». A parlare è Nancy Mensa, 22 anni, studentessa di Giurisprudenza all’Università di Ferrara, che ieri (16 gennaio) è stata ricevuta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Nancy è figlia di Antonella Russo, l'infermiera uccisa dal marito tre anni fa ad Avola nel Siracusano, davanti agli occhi del più piccolo dei sui figli che allora aveva solo 4 anni.
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La giovane ragazza, il cui padre si è tolto la vita subito dopo aver sparato alla moglie, ha voluto incontrare la Presidente della Camera per parlarle della proposta di istituzione di un fondo per i figli delle vittime di femminicidio. Un tema, quello della tutela degli orfani di genitori vittime di questa violenza, che il Parlamento, ha rassicurato la presidente Boldrini, sta già affrontando. L'intergruppo tra le donne parlamentari, voluto dalla presidente della Camera, è infatti riuscito ad inserire nella legge di bilancio 2017 un emendamento che prevede che nella determinazione dei limiti dell'indennizzo alle vittime di reati intenzionali violenti sia assicurato maggior risarcimento ai figli di vittime di omicidi commessi dal coniuge, o da persona ad essa legata da una relazione.
A febbraio, inoltre, approderà in Aula alla Camera una proposta di legge volta a garantire una maggior tutela agli orfani di un genitore ucciso dal suo coniuge. Tra le norme previste, sequestri conservativi e pignoramenti dei beni dell'indagato, provvisionali sulla metà del previsto risarcimento già dalla condanna di primo grado, la sospensione della successione e, in caso di condanna definitiva, esclusione per indegnità.
Nancy ieri era accompagnata dall’avvocato Emanuele Tringali: «Chiediamo che lo Stato applichi la Convenzione di Istanbul - ha dichiarato Tringali ai cronisti - che prevede per l'Italia l'obbligo di realizzare misure concrete che diano un aiuto agli orfani dei femminicidi dal punto di vista psicologico, economico e lavorativo».
Dopo la tragedia della sua famiglia, Nancy è partita quasi subito per studiare Giurisprudenza a Ferrara. La sorella si è sposata mentre il fratellino più piccolo è rimasto in Sicilia con i nonni. In Italia sono oltre 1600 gli orfani delle donne vittime di femminicidio, ed è per loro che Nancy vuole portare avanti questa battaglia.
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