Gli amici ora sono separati, Riccardo in cella a Torino
Duplice omicidio di Pontelangorino, il figlio della coppia trasferito in Piemonte. L’amico resta a Bologna, l’avvocato: chiederò venga spostato in comunità
PONTELANGORINO. Ora sono divisi e lontani l’uno dall’altro. I due ragazzi autori del duplice omicidio di Pontelangorino non si incontrano da giorni, da quando sono stati dichiarati in stato di fermo dall’autorità giudiziaria. Riccardo Vincelli, figlio dei coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni è stato trasferito in una struttura penitenziaria per minori a Torino, l’amico è rimasto a Bologna.
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I due amici, ai quali è stata contestata la premeditazione si trovano in stato di fermo da mercoledì 11 gennaio. Il primo dei due a crollare dopo l’interrogatorio fiume da parte delle forze dell’ordine durato quasi tutta la notte tra martedì e mercoledì, è stato proprio l’amico di Riccardo, di un anno più grande. I legali dei due nelle ore successive al fermo hanno parlato di due ragazzi «provati» che stavano prendendo coscienza di quanto accaduto. I due, uniti da un legame di amicizia fortissimo, indissolubile, sono ora soli; non più spalla a spalla a darsi man forte, a sostenersi l’un l’altro. Uno a Bologna, uno a Torino.
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«Il mio assistito - spiega l’avvocato Lorenzo Alberti Mangherini - è molto provato. L’ho incontrato ieri (lunedì per chi legge, ndr) e posso dire in queste ore in cui si trova lontano dall’amico, si sta rendendo ancora più conto di quanto accaduto. Io, come ho già detto, depositerò la richiesta di riesame, affinché il mio assistito venga spostato dalla struttura penitenziaria a una comunità».
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Il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, dice: «Io e don Marco (parroco di Pontelangorino, ndr) vorremmo partecipare ai funerali dei coniugi Vincelli e Di Gianni per dimostrare la vicinanza nostra e del territorio alla famiglia. Certo è - afferma - che rispetteremo la volontà dei familiari che, a quanto hanno detto, vorrebbero celebrare i funerali in forma privata. Rispetteremo la loro volontà, ma se sceglieranno di farci partecipare alla cerimonia noi ci saremo».
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