«Più interventi chirurgici con i medici itineranti»
Ferrara, Asl e Sant’Anna lanciano il nuovo modello provinciale della Chirurgia generale. I vertici delle due aziende: lista d’attesa unica per patologia e più sicurezza
FERRARA. Accorciare le liste d’attesa per la piccola chirurgia, uno dei talloni d’achille della sanità provinciale, aumentare i ricavi delle due aziende sanitarie legati all’attività delle sale operatorie, creare un unico bacino provinciale per gli interventi chirurgici, in particolare per quelli di minore complessità, con l’obiettivo di «aumentare la sicurezza» innalzando la massa critica trattata da ogni ospedale ed evitando che gli indici di utilizzo del servizio possano scendere al di sotto di soglie che potrebbero anche comportare la perdita della struttura (vedi la maternità all’ospedale del Delta).
Asl e Sant’Anna hanno compiuto un altro passo avanti verso l’integrazione delle due aziende sanitarie provinciali compiuto con la nomina del nuovo direttore della Chirurgia generale degli ospedali del Delta e Argenta. Si chiama Carlo Feo, ha 50 anni, è un professore associato di Unife ed è cresciuto professionalmente all’interno della Clinica chirurgica del Sant’Anna oggi diretta dal prof. Giorgio Cavallesco.
Le due aziende sanitarie puntano alla creazione di un unico bacino provinciale della chirurgia generale, che assume sempre più il profilo di una chirurgia “condivisa”. Dopo Delta e Argenta, nella struttura di coordinamento, è previsto l’ingresso della chirurgia di Cento. «Il modello punta a rafforzare integrazione e condivisione delle strutture, servizi ed equipes», ha sottolineato ieri il direttore sanitario dell’Asl, Mauro Marabini. La direzione del nuovo nucleo Delta-Argenta affidata a un chirurgo del Sant’Anna e docente di Unife conferma che le due aziende sanitarie intendono creare nuove aree comuni mantenendo distinte le due direzioni generali in attesa che la legge consenta il matrimonio - oggi vietato - tra due grandi strutture, una delle quali (il Sant’Anna) a gestione mista, ospedaliera e universitaria. «Dobbiamo mettere a frutto tutte le risorse: le sale operatorie possono funzionare con più equipes, negli ospedali periferici potranno andare a operare chirurghi del Sant’Anna, a Cona quelli provenienti da Argenta, Delta e Cento - ha precisato Eugenio Di Ruscio, direttore sanitario del Sant’Anna - Di fatto saranno formati gruppi di professionisti “itineranti” mentre i pazienti saranno inseriti all’interno di un’unica lista d’attesa provinciale basata sulla patologia per evitare disparità che possono prodursi in base al punto di accesso prescelto». Il nuovo sistema dovrebbe favorire l’incremento di piccole operazioni chirurgiche come l’ernia o l’appendicite (il paziente potrà decidere se restare in un ospedale dell’Asl o se chiedere l’intervento a Cona in base ai tempi proposti e alla fiducia nell’equipe). Grazie al potenziamento delle sale operatorie di Cona salirà anche il numero di interventi di maggiore complessità, come la chirurgia toracica o pancreatica.
«Interventi, questi ultimi, che non hanno numeri grandissimi, mentre se parliamo di varicectomie raggiungiamo quote molto più alte, anche centinaia all’anno. Su questo terreno non ci faremo concorrenza l’uno con l’altro - ha dichiarato Giorgio Cavallesco, direttore del dipartimento chirurgico del Sant’Anna - E negli ospedali periferici potranno andare a formarsi anche gli specializzandi ». Per il neo-direttore Carlo Feo «molte cose concorreranno a far crescere l’attività chirurgica locale, oltre agli specialisti (che si spostano) anche le attrezzature. Il Sant’Anna, ad esempio, ha acquistato nuove colonne all’avanguardia per la chirurgia toracico-laparoscopica. Questo incarico lo assumo con grande entusiasmo, ci abbiamo lavorato a lungo e i risultati non mancheranno».
Gioele Caccia
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