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COMACCHIO

Sei dei 31 cuccioli trovati nel baule di un'auto non ce l'hanno fatta

Sei dei 31 cuccioli trovati nel baule di un'auto non ce l'hanno fatta

I cagnolini morti per carenze immunitarie. Gli altri 25 sotto controllo

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COMACCHIO. Per i 31 cuccioli di cane rinvenuti nel baule di un’autovettura, il 6 gennaio scorso dai carabinieri di Comacchio e dai colleghi forestali di Bosco Mesola era scattata subito una gara di solidarietà da tutta Italia. Sei di quei tenerissimi cuccioli, sequestrati al conducente slovacco e trasferiti presso il centro di Protezione del cane di Migliaro, purtroppo non ce l’hanno fatta.

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I 25 sopravvissuti «sono ora in isolamento sanitario – dichiara amareggiato il presidente della struttura, Alberto Rodolfi -, e seguono le terapie del caso perché purtroppo il sospetto di carenze immunitarie si è rivelato concreto».

Per Rodolfi il decesso di alcuni cuccioli, i più giovani e dunque più deboli (avevano solo 20 giorni di vita) potrebbe essere stato determinato dal fatto che il distacco prematuro con la madre e dalla mancanza di latte materno, avrebbe pressochè azzerato le loro difese immunitarie.

In attesa del trasferimento in una clinica veterinaria specializzata, i cagnolini sopravvissuti «sono accuditi e sorvegliati 24 ore su 24 – evidenzia Rodolfi –dal personale e dai volontari e restano in stanze protette, riscaldate, separati tra loro per evitare contagi, sotto l’attenzione costante dei medici veterinari».

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I sei cuccioli morti sono stati consegnati all’Istituto di zooprofilassi di Ferrara e solo tra un paio di giorni si conoscerà l’esito degli esami effettuati, «in modo da indirizzare – spiega Rodolfi -, le terapie da fare agli altri. Siamo passati dalla fase di esaltazione al dramma, ma stiamo facendo i salti mortali per accudirli e per trovare le giuste terapie». I cagnolini vengono alimentati con prodotti specifici per cuccioli e alcuni di loro anche con omogeneizzati e potranno essere adottati solo dopo il raggiungimento del sessantesimo giorno di vita e una volta ottenute le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti. Quello della parvovirosi è uno dei rischi che si vogliono scongiurare per i piccoli, ritrovati dai carabinieri infreddoliti ed ammassati nel bagagliaio di un’autovettura.

È ancora quindi prematuro ipotizzare l’affido dei cani in vista della loro adozione, anche se permane la priorità, già riconosciuta nei giorni scorsi, ai residenti nel territorio comunale di Comacchio e, in subordine, a quelli dei territori limitrofi.

«Dobbiamo ora mandarli in una clinica esterna – conclude Rodolfi – e secondo i medici veterinari si potrà concludere l’iter solo tra 6 mesi, riducibili a 3 in caso di evoluzione favorevole». (k.r.)

 

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