Si prepara l’elenco degli azionisti azzerati
Inquirenti al lavoro per verificare le posizioni dei sottoscrittori, possibili vittime dei reati contestati
Da mesi e mesi sono al lavoro gli inquirenti, procura e guardia di finanza di Ferrara, non solo per dare un vestito giuridico ai presunti reati legati all’aumento di capitale, ma per individuare, uno dopo l’altro, i risparmiatori vittime di questa operazione: tutti coloro che avevano investito e si sono trovati azioni sottoscritte azzerate. Da mesi gli inquirenti stanno vagliando tutti gli esposti di singoli cittadini e soprattutto imprenditori che hanno rivelato - a loro dire - procedure non del tutto corrette nella proposta da parte di Carife di acquisire le azioni. Tutti soggetti che hanno depositato in questi ultimi 2 anni - molti tramite associazioni consumatori - documentazione copiosa ma in alcuni casi, segnalando sottoscrizioni senza gli atti di riscontro adeguati. Da qui il lavoro di verifica in corso. Tutti risparmiatori che potrebbero dunque assumere il ruolo di parti lese, vittime del reato, dell’aumento di capitale coniugato nel codice penale da procura e finanza in aggiotaggio e falsi in prospetto, per aver proposto le azioni dando un quadro non veritiero di Carife, ingannando - secondo le ipotesi accusatorie - gli azionisti sottoscrittori.
Ipotesi che in altre realtà - vedi Banca Etruria - ha avuto la formulazione del reato di truffa: nel caso Carife, invece - da quanto si apprende -, l’ipotesi sarebbe già assorbita dal reato contestato di falso in prospetto. Ipotesi - sottolineatura importantissima - che comunque dovrà avere a breve, domani, il vaglio di giudici terzi.
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