La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio

Vertice in prefettura per l’ospedale San Camillo

Vertice in prefettura per l’ospedale San Camillo

COMACCHIO. Con un solo punto all’ordine del giorno, “Esame situazione della struttura sanitaria San Camillo di Comacchio”, il prefetto Michele Tortora ha convocato per domani, alle 11, il Comitato...

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Con un solo punto all’ordine del giorno, “Esame situazione della struttura sanitaria San Camillo di Comacchio”, il prefetto Michele Tortora ha convocato per domani, alle 11, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Dopo che il sindaco Marco Fabbri in un’intervista rilasciata una settimana fa aveva anticipato l’intenzione di rivolgersi al prefetto «per ripristinare la legalità» nella struttura, interviene anche il direttore generale dell’azienda Usl di Ferrara, Claudio Vagnini. «Il mio intento è quello di far ripartire la struttura - ribadisce Vagnini - ed è questo il tema che sarà affrontato al tavolo convocato in prefettura. Chiederò sicuramente un incontro con la Consulta, ma non devo tornare a discutere di ciò che è già stato deciso nel consiglio comunale nel mese di marzo scorso».

Il nuovo direttore generale dell’Asl ferrarese, una volta specificato di non cercare lo scontro ma il confronto, si sofferma sulla centralità dei servizi da implementare al San Camillo, «perché ritengo che la popolazione di Comacchio sia stanca di aspettare. Non c’è ragione di fermare un progetto - aggiunge Vagnini -, sulla base di un atteggiamento preconcetto, legato al fatto che bisogna combattere le istituzioni e chi le rappresenta. Questo mi amareggia».

Rispetto alle critiche giunte nei giorni scorsi circa una scarsa conoscenza del territorio, dovuta all’incarico di fresca nomina, Vagnini non si scalfisce, puntualizzando di aver già visitato il San Camillo in compagnia del direttore sanitario Mauro Marabini: «È una struttura molto bella. Mi piange il cuore - conclude Vagnini - vederla trattata in questo modo. Non è giustificabile che sia occupata da soggetti esterni».

Sulla mancata disponibilità di medici privati accreditati, intorno alla quale Vagnini si era già espresso nei giorni scorsi, Giovanni Gelli della Consulta Popolare per il San Camillo rilancia, spiegando che «nell’estate 2015 in Castello c’era stato un primo incontro per l’utilizzo del secondo piano e ora parlano del terzo piano. Il blocco operatorio è utilizzato un solo giorno alla settimana per interventi di chirurgia oculistica ambulatoriale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google