«A Monestirolo dormitorio non idoneo per i migranti»
Stanze affollate, «con più gente all’interno di quella che le camere adibite a dormitorio dei migranti potrebbero contenere, in totale sfregio alle regole. Tutto, in nome del fallimentare modello...
Stanze affollate, «con più gente all’interno di quella che le camere adibite a dormitorio dei migranti potrebbero contenere, in totale sfregio alle regole. Tutto, in nome del fallimentare modello dell’accoglienza targato Pd, ed al business che si è generato attorno ai cosiddetti “richiedenti asilo”. Quando, solo una sparuta minoranza, rispetto ai tanti che arrivano clandestinamente nel nostro Paese, ha realmente bisogno di protezione internazionale».
È duro l’attacco del consigliere regionale leghista Alan Fabbri, perché lo scenario che si ritrova a Monestirolo, come altrove, è desolante.
«Il segno – incalza Fabbri - di un modello di “accoglienza” perpetrato dal Pd che non funziona».
All’annuncio dell’arrivo degli immigrati nella piccola frazione di Ferrara, Fabbri aveva invocato l’intervento delle autorità sanitarie, per verificare le condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano i presunti “profughi”. Alla luce di altre situazioni simili rilevate in provincia.
«La vicepresidente dell’Assemblea legislativa (consiglio regionale, ndr), Elisabetta Gualmini, ha risposto alla mia interrogazione, confermando tutte le nostre perplessità: locali inidonei ad ospitare un numero troppo concentrato di stranieri, mentre gli operatori impegnati in progetti “assenti” legati all’accoglienza, in realtà, non sembrano fare granché. L’importante è accogliere quanta più gente, in nome del business creatosi attorno ai “clandestini”».
Stando ai contenuti dell’ispezione dell’Asl di Ferrara dello scorso 14 novembre a Monestirolo, successiva ad una richiesta del comandante dei carabinieri di San Bartolomeo, è emerso che nei due appartamenti occupati dagli stranieri - di 46 e 45 metri quadri - sono stati collocati, rispettivamente 4 stranieri provenienti dal Bangladesh e 4 nigeriani adulti con tre minori. Dal rapporto emergono locali umidi, ammuffiti: colpa, probabilmente, della cattiva gestione dei suoi occupanti stranieri.
«Traspare anche che i due appartamenti sarebbero - dice ancora Fabbri - idonei a contenere soltanto 3 persone ciascuno, ma che rispetto a quanto previsto dalle norme vigenti, il Prefetto ha acconsentito a questa soluzione, in deroga ai limiti della capacità abitativa. Per i cittadini italiani, invece, non esistono deroghe per le stringenti regole, in tutti i settori».
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