Allarme droga, cala l’età del consumo
Aumentano le segnalazioni alla Prefettura di giovanissimi. La prevenzione di Promeco comincia già dalla scuola media
È stabile (o stabilizzato) il numero di persone che fa uso di stupefacenti nel Ferrarese, ma cresce la quota di consumatori minorenni. A dirlo è la relazione del Senato 2016 sulle tossicodipendenze in Italia, che fotografa la situazione territorio per territorio dal 1990 (data di entrata in vigore del Dpr 309) a tutto il 2015. La provincia di Ferrara ha dunque contato, negli ultimi 25 anni, 5.237 segnalazioni al Prefetto per consumo personale di stupefacenti (art. 75), di cui 361 relative a minori, con un media annuale rispettivamente di 205 segnalazioni e 15 casi under-18. I dati riferiti al solo 2015 restituiscono una situazione di sostanziale “tenuta” per quel che riguarda la media generale, ma al tempo stesso registrano una sempre maggiore diffusione delle sostanza tra giovanissimi, con grande prevalenza maschile. Se le segnalazioni nel corso del 2015 coincidono di fatto con la media (206 contro 2015) è evidente la più spiccata incidenza tra minorenni, che risultano essere 26, dodici in più rispetto alla media. Una tendenza, come mostra la tabella, decisamente più marcata tra gli adolescenti maschi. Al tempo stesso il report mette in evidenza come, a livello nazionale, si sia pericolosamente allentata la prevenzione nelle scuole: nell’arco di soli sei anni (dal 2009) la percentuale degli istituti scolastici che hanno previsto giornate o attività dedicate alla prevenzione del consumo di sostanze psicoattive è scesa dal 60% a poco più del 40%. Nel Ferrarese l’investimento nella prevenzione, invece, non solo non è diminuito ma è stato “aggiornato” per risultare più efficace: «Con i nostri progetti - fanno sapere da Promeco - abbiamo ormai coinvolto circa 40 scuole, tra superiori e medie. L’esperienza ci ha portato a puntare sulla quotidianità; negli adolescenti gli strumenti di percezione del rischio non sono ancora pienamente sviluppati, e per i ragazzi non è significativo sentirsi dire che certi comportamenti sono pericolosi e che mettono a rischio la sua vita, perché partono dal presupposto che queste sono cose che succedono agli altri, magari perché più “sfigati” di loro. Al contrario, occorre saper instaurare un rapporto di fiducia e autorevolezza tra l’adulto e gli adolescenti, e creare un buon gruppo di riferimento fatto di buone relazioni. In questo modo si crea un ambiente protettivo e al tempo stesso di rafforza la capacità critica. Per questo motivo abbiamo sostituito le modalità di approccio: non più incontri “spot” di un’ora ogni due o tre mesi, ma una giornata settimanale dedicata ai temi delle dipendenze. Il tutto in stretto rapporto con insegnanti e famiglie, per intercettare segnali e spie di allarme che potrebbero richiedere il coinvolgimento dei servizi». La situazione nelle scuole ferraresi? «Sotto controllo - assicurano da Promeco - Ma anche il Sert conferma l’abbassamento dell’età tra i consumatori di stupefacenti».
Le segnalazioni al Sert nella nostra provincia dal 1990 al 2015 sono state - sempre secondo il Report del Senato - 6143, con una media di 240 all’anno confermata anche nel 2015, con 250 casi. Nessuno di questi però, è poi sfociato in un programma terapeutico. Sul fronte delle sanzioni amministrative, infine, dal 1990 sono state 2.585 quelle legate all’uso di sostanze, con una media annua di 101. Nel 2015 questo dato ha però registrato un’impennata rispetto alla media, con 235 sanzioni. Una maggiore severità che si manifesta anche nel dato degli atti archiviati: solo due nel 2015 contro una media “storica” annua di 44.
Alessandra Mura
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