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Camera di Commercio, prove di unità

Dopo il voto di martedì il via libera al piano per costruire il nuovo ente che dovrà essere operativo entro il mese di giugno

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Dopo il doppio sì a reti unificate con il voto di martedì, ora Ferrara e Ravenna devono mettere a punta una strategia comune per varare la nuova Camera di Commercio. I tempi della scelta sono stati rispettati e così ben prima della scadenza fissata per il 31 gennaio è già stata inviata la decisione comune del sì al matrimonio a Unioncamere. Il nuovo ente camerale dovrà essere operativo entro giugno, ma già dai prossimi giorni ci saranno da fare scelte strategiche. In primo luogo il nuovo consiglio sarà ridotto a 22 membri con il presidente. Questo comporterà una divisione di 10 membri per Ferrara e 12 per Ravenna, in modo da garantire a ciascuna associazione delle rispettive province la rappresentatività nel “parlamentino” delle nuova Camera di Commercio.

La sede legale, a meno di sorprese dovrebbe essere a Ravenna, in base ad una consuetudine che premia la Camera provinciale più numerosa in termine di aziende, ma nel caso la sede di Ferrara sarà comunque ancora interamente operativa in termini di servizi, così come le sedi decentrate nel territorio che sono cento e Comacchio per la provincia di Ferrara e Lugo per la provincia di Ravenna. Ci sarà da scegliere anche il nuovo presidente e Ferrara punta molto si Paolo Govoni che ha retto in questi tre anni le sorti della Camera di Commercio così come per il segretario generale l’auspicio è che sia Mauro Giannattasio.

Il primo punto poi sarà quello di superare la fusione del voto perché Ferrara, a differenza di Ravenna, ha votato la fusione con sette voti contrari.

La nuova Camera di Commercio sfiorerà il numero delle centomila imprese iscritte e può giocare una partita importante nel territorio regionale.

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