L’appello delle mamme «Non chiudete la scuola»
Berra, tante le proteste dopo l’annuncio di fine attività dell’istituto per l’infanzia Bocciate le proposte di autogestione ed il subentro di una cooperativa
BERRA. La comunicazione della chiusura della scuola dell'infanzia paritaria berrese “Monsignor Angelo Strani” ha messo in subbuglio l'intera comunità e molta apprensione tra i genitori fruitori del servizio. «Un fulmine a ciel sereno - è stato il primo commento dei genitori - che ci ha lasciati spiazzati».
Ma i genitori si sono messi subito al lavoro per poter evitare questa chiusura che, a quanto trapelato, non ha possibilità di essere rivista da parte della parrocchia che gestisce il servizio. I genitori, durante l'incontro con il parroco e dove era presente anche il vicesindaco, Filippo Barbieri, hanno lanciato alcune proposte, come ad esempio l'autogestione o il cedere tutto ad una cooperativa, sempre però all'interno della struttura attualmente utilizzata, ma la risposta è stata negativa. Anche la richiesta fatta al vicario di zona pare non abbia portato spiragli in quanto il vicario stesso, pur essendo “reggente” della situazione, si rifà al volere del parroco. «A quanto pare - il commento di alcune mamme sulla vicenda - questa chiusura è già stata preventivata e pare non abbia alternative. Sta di fatto che per molte di noi la chiusura ci mette molto in difficoltà, pur verificando che le alternative di altre scuole nei paesi limitrofi esistono questa è sicuramente la più comoda. In un certo senso questa è la “nostra” scuola e intendiamo combattere per poterla tenere aperta».
Attualmente, la scuola dell’infanzia comprende una ventina di bambini, cinque dei quali usciranno al termine dell'anno scolastico in corso per approdare alle elementari. Di qui il fatto che già dal prossimo anno scolastico la scuola dell'infanzia potrebbe chiudere, qualora non vi fosse, oltre alla conferma dei quindici bambini restanti, almeno altri tre nuove iscrizioni, per raggiungere il numero limite minimo di 18 bambini.
«Siamo arrabbiate, indignate e non sappiamo - concludono le mamme -, è una situazione paradossale che, a parte noi genitori, nessun altro vuole risolvere. Comunque non ci abbatteremo e le proveremo tutte per mantenere in vita la “nostra”, e ribadiamo “nostra”, scuola». I genitori si sono già rivolti anche all'amministrazione comunale berrese che, a quanto pare, per il momento non può fare altro che concedere il contributo che elargisce ogni anno. (d.m.)
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