La Nuova Ferrara

Ferrara

Marangoni, dieci mesi senza Lega

di Maurizio Barbieri

L’ex responsabile organizzativo sospeso dal partito su decisione del “regionale”

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Francesco Marangoni, 45 anni, ex responsabile organizzativo della Lega Nord, è stato sospeso per 10 mesi dal Carroccio. In questo periodo non potrà fare attività politica e frequentare le sedi del partito.

Questa la decisione presa dal direttivo regionale che si è riunito martedì sera nella sede della Lega Nord Emilia, a Reggio Emilia.

Nel dicembre dello scorso anno la segreteria provinciale aveva proposto al direttivo regionale l’espulsione dal partito. Marangoni aveva fatto fatto appello al direttivo regionale del Carroccio affinchè venisse annullata la proposta di espulsione.

A Reggio Emilia, davanti al segretario Gianluca Vinci, è stato discusso il caso. Dopo aver ascoltato le ragioni dello stesso Marangoni si è proceduto alla votazione. Per l’espulsione si sono schierati i tre componenti ferraresi, il segretario provinciale Alan Fabbri, Lorenzo Magagna vice segretario regionale nonchè responsabile leghista per l’Alto Ferrarese, e Aldo Manfredini, tesoriere regionale, oltre a Lorenzo Biagi di Finale Emilia, commissario del Carroccio per Modena. Contrari tutti gli altri componenti il direttivo. Si è poi votato per la sospensione per un periodo massimo della durata di 10 mesi e la proposta è stata votata all’unanimità.

«Mi hanno fermato per dieci mesi e poi ritornerò di nuovo in pista - afferma il diretto interessato - , ho già parlato al telefono con Matteo (Salvini, il segretario nazionale della Lega, ndr) il quale mi ha chiesto di non uscire dalla Lega e quando ritornerà da Bruxelles ne parleremo. A salvarmi dall’espulsione sono stati tutti i consiglieri non ferraresi».

Di che cosa veniva accusato?

«Mi dicono che sarei andato in territori dove non dovevo andare. È vero, sono andato a Comacchio dove mi avevano chiamato per il problema dell’ospedale San Camillo. Maura Tomasi (esponente di spicco della Lega Nord nel Basso Ferrarese, ndr) non l’ha presa bene ed ha chiesto la mia espulsione dal partito (poi ratificata dagli altri componenti del provinciale ovvero Alan Fabbri, Lorenzo Magagna, Aldo Manfredini, Giovanni Cavicchi, Ornella Bonati e Chiara Montani; ndr); l’unico che mi ha difeso e che si è astenuto è stato Stefano Bigoni che ringrazio pubblicamente».

A sua discolpa che cosa ha portato?

«Mi hanno detto di stare zitto e mi adeguo. Non credo di avere fatto nulla di male. Ho solo lavorato per la Lega Nord senza chiedere nulla in cambio. Qui c’è tanto da fare e io ho sempre fatto tanto. A Pontida sono sempre stato andato e ho dato una mano dove vi era la necessità. Ora c’è da fare una nuova segreteria a Vigarano Mainarda che era insieme a Mirabello e Sant’Agostino ora che gli ultimi due Comuni hanno dato vita al nuovo comune Terre del Reno».

La sua sospensione in cosa consiste?

«Questo non me lo hanno spiegato. Telefonerò al segretario nazionale Vinci per capirlo meglio».

Non ha pensato di dimettersi?

«Certo. Martedì sera dopo la votazione ritornando a casa a Diamantina ero deciso a farlo ma Matteo (Salvini, ndr) mi ha detto di aspettare e così farò, anche se sono molto amareggiato. Dopo aver dato tanto alla Lega Nord, questo è il riconoscimento».

Risulta che anche Luana Veronese, espulsa dal partito, volesse recarsi a Reggio Emilia per portare le proprie ragioni all’attenzione del segretario Vinci e del direttivo ma che alla fine sia stata “stoppata”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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