«Ora sarà emergenza lavoro»
Mozione di Anselmi (Fi): Carife, attivare percorsi di formazione e reinserimento
L’accordo approvato a larga maggioranza dall’assemblea dei dipendenti Carife, con il meccanismo degli esuberi volontari, se «confida di raggiungere un obiettivo di riduzione del personale che possa rendere appetibile la banca», non è sufficiente «a garantire che l’eventuale acquirente salvaguardi il posto di lavoro di chi non aderirà al meccanismo stesso». Una preoccupazione messa nero su bianco dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Vittorio Anselmi, che ha presentato una mozione per impegnare sindaco e Giunta ad attivare tutti i percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo messi a disposizione da Regione, Enti, Fondazioni, associazioni e organizzazioni di categoria «per cercare di offrire più opportunità possibili a questi ex dipendenti Carife di reinserirsi nel mercato del lavoro. Le strade suggerite da Anselmi sono tre: la prima chiama in causa la Regione, con la quale il Comune dovrebbe «adoperarsi per individuare e attivare tutti i meccanismi utili e idonei alla creazione di percorsi di reinserimento lavorativo», attingendo a fondi regionali o europei «di norma dedicati a queste forme di sostegno».
Anselmi preme inoltre per la creazione di una rete territoriale tra istituzioni, Camera di commercio, enti, agenzie e associazioni finalizzata sempre alla realizzazione di nuove opportunità di lavoro «organizzando un’offerta ampia e molteplice» per gli ex dipendenti «che si trovano a pagare un prezzo altissimo per la crisi della nostra banca territoriale». Terza via, far sì che «gli interventi di compensazione territoriale promossi dall’ex viceministro Morando a favore della nostra Provincia, quando saranno individuati e definiti, debbano obbligatoriamente prevedere meccanismi volti al reinserimento lavorativo» degli ex Carife.
Se l’accordo sottoscritto prevede l’esubero volontario incentivato di 300-350 dipendenti su 850, ragiona Anselmi, «in ogni caso il numero dei dipendenti che la vicenda Carife alla fine lascerà senza posto di lavoro (con più o meno incentivi poco cambia) sarà talmente rilevante da costituire una ennesima emergenza occupazionale in una provincia già provata da tante, troppe crisi aziendali, molte delle quali ancora in corso».
L’accordo sottoscritto tra azienda e sindacati, conclude Anselmi, se chiude un capitolo «che potrebbe portare finalmente all’acquisto della nostra banca da parte di Bper», aprendo però «una ennesima emergenza occupazionale».
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