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Ostellato, è allarme bracconaggio «Problema a livello nazionale»

di Samuele Govoni
Ostellato, è allarme bracconaggio «Problema a livello nazionale»

Intensificati i controlli, arrestato un romeno della pesca di frodo considerato ricercato internazionale Marchi: il rischio è passare alla giustizia privata. Fabbri della Lega chiama in causa la giunta regionale

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OSTELLATO. «Quella dei pescatori di frodo è una piaga diffusa che non riguarda solo Ostellato; “magari” fosse così circoscritta, sarebbe più facile combattere e sconfiggere il problema». È il commento del sindaco Andrea Marchi riguardo l’ennesima operazione compiuta dai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Portomaggiore, insieme al personale della polizia provinciale di Ferrara e alla stazione dei carabinieri di Ostellato. Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione del bracconaggio ittico anche per contrastare un altro fenomeno che si sta diffondendo sempre più: quello della “giustizia” privata.

«Purtroppo oggi come oggi, dove c’è un canale, c’è anche un bracconiere. Occorre una strategia a livello nazionale per contrastare in maniera seria e concreta questo fenomeno. Purtroppo - afferma Marchi -, a Roma sembrano non avere pienamente coscienza di questo problema. Forse pensano sia una piaga limitata a una piccola zona e invece è qualcosa di molto vasto, è una tragedia quella che si sta verificando e andrebbe affrontata con misure adeguate».

I carabinieri di Portomaggiore durante un’operazione svolta nella notte tra martedì e mercoledì nel Comune di Ostellato, hanno controllato un fuoristrada sul quale viaggiava un cittadino romeno di 46 anni già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato in quanto “ricercato internazionale” da parte della Romania proprio per bracconaggio. Nei giorni scorsi invece, sono state controllate diverse persone lungo i canali. Alcune di queste sono state denunciate per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e inoltre, sono state sequestrate una barca e circa un chilometro di reti già posizionate nei canali; liberati 4 quintali di pesce e sanzionate amministrativamente diverse persone che pescavano illegalmente. «Multare questa gente ormai conta poco, ci vorrebbero provvedimenti più stringenti. Questo - conclude Marchi - è un pensiero condiviso da tutta la politica, la lotta al bracconaggio non ha colore».

Infatti, anche il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ha dichiarato: «Servono pene dure non solo amministrative, ma anche penali nei confronti di quei bracconieri che, agendo come vere e proprie associazioni a delinquere, seminano il terrore e la paura nei nostri territori arrecando nel contempo gravissimi danni all’ecosistema. Trattandosi di un fenomeno radicato e organizzato – attacca Fabbri -, occorre un serio intervento legislativo che consenta agli operatori delle forze dell’ordine di avere i mezzi necessari per stroncarlo. Per questo invitiamo la giunta regionale a intervenire al più presto mettendo in campo tutti quegli strumenti e quei provvedimenti necessari per debellare il bracconaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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