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Raffica di avvisi di proroga Altri sei mesi di indagini

di Daniele Predieri
Raffica di avvisi di proroga Altri sei mesi di indagini

La procura ha notificato ieri l’atto ai 21 indagati del caso sull’aumento di capitale Serve tempo per «nuovi interrogatori» e individuare altri «soggetti responsabili»

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Serve tempo per indagare sul crac Carife, per svolgere«ulteriori interrogatori degli indagati in relazione a tutte le ipotesi di reato emerse nel corso delle attività investigative e indagini conseguenti agli stessi». Ma occorre compiere accertamenti nuovi, vista «la necessità di ricostruire compiutamente la genesi e le modalità dell’operazione di aumento di capitale».

Dunque, servono altri sei mesi di indagini, chiesti dalla procura e accordati dal gip Monica Bighetti nell’atto notificato ieri ai 21 indagati e ai sei soggetti istituzionali (le banche, “indagate” come responsabili civili, oltre Carife, Carife Sei, PopBari, CariCesena, Valsabbina e PopCividale) dell’inchiesta sull’aumento di capitale. Nell’atto notificato ai 21 indagati (gli stessi da questa estate ma potrebbero esservi in questi mesi delle new entry), i due pm titolari, Barbara Cavallo e Stefano Longhi spiegano al giudice il perchè la procura debba svolgere altri interrogatri e iscrivere nuovi indagati nei loro elenchi. Il motivo è dovuto alla scadenza dei termini: proprio in questi giorni (16 e 18 gennaio) per cui la raccolta di riscontri d’accusa per continuare deve essere validata dalla proroga, concessa dal giudice terzo. Con il proprio atto, la stessa procura conferma le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi e riportate dalla Nuova Ferrara, soprattutto perchè - spiegano i pm - sono indagini «di particolare complessità» e vi è la necessità-obbligo di studiare con molta attenzione «la corposa documentazione di riferimento» e valutare con precisione il ruolo dei 21 indagati (più eventualmente quelli nuovi, ndr». Indagini che non sono ancora concluse «considerata l’ampiezza dell’organizzazione aziendale al momento dei fatti (estate 2011, ndr) e l’assoluta necessità di ricostruire i ruoli rivestiti da ciascun indagato e/o da ulteriori soggetti responsabili». L’obiettivo della procura è quello di “blindare” il più possibile le contestazioni di reato, aggiotaggio, falsi in prospetto, ostacolo alla vigilanza ma soprattutto l’ipotesi di bancarotta in relazione alla formazione fittizia di capitale». L’aver, insomma, fatto una operazione di aumento di capitale “fai da te”, con molti rilievi di illegalità. Rilievi che serviranno anche, chiusa questa tranche, per le indagini sul Grande crac di vecchia Carife.

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