La Nuova Ferrara

Ferrara

Tutta la banda a processo per l’estate del terrore

di Daniele Predieri
Tutta la banda a processo per l’estate del terrore

Dopo l’omicidio Tartari, in aula per le rapine Pajdek, Ruszo e Igor “il russo” E per Ivan il “capo”, in aprile l’appello contro i 30 anni per l’orrore di Aguscello

2 MINUTI DI LETTURA





Ha incassato 30 anni di carcere, a Ferrara, nel luglio scorso per aver ucciso con crudeltà Pier Luigi Tartari, il pensionato aggredito e rapinato in casa ad Aguscello e poi abbandonato e “incaprettato” nel tugurio di Fondo Reno dove lo trovarono dopo tre settimane. Il conto della giustizia, per Ivan Pajdek, ritenuto il “capo” della banda che ha ucciso (gli altri due, Patrik Ruszo e Constantin Fiti) sono ancora sotto processo) non finisce qui. La procura ha chiesto per lui il processo per le rapine violente messe a segno in giro per la provincia di Ferrara (almeno tre quelle contestate) e il prossimo aprile dovrà presentarsi a Bologna, davanti la Corte d’assise d’appello: il processo è stato fissato ai prossimi 5 e 6 aprile, quando altri giudici (presidente della Corte, Pederiali , a latere De Simone) dovranno entrare nella galleria degli orrori che è diventato l’omicidio Tartari. Per quanto riguarda le rapine, la procura ha depositato gli atti di fine indagine per Pajdek e gli altri, Ruszo e il terzo uomo, «irreperibile», Igor Vrazlavich, “Igor il Russo”, considerato in realtà lui il capo della banda che nell’estate del 2015, prima dell’omicidio Tartari seminò il terrore in almeno tre rapine a Mesola, Villanova di Denore e Coronella: tre fatti in cui Ruszo, Pajdek e Igor il Russo assaltarono case isolate, aggredendo e rapinando le tre distinte vittime. Dunque il processo si avvicina per le rapine per Pajdek e per Ruszo, come ha voluto il pm Giuseppe Tittaferrante, chiudendo le indagini di carabinieri di Comacchio, Squadra mobile della Polizia e i carabinieri di Ferrara. Come ricordiamo la morte di Tartari risale al 9 settembre: nei mesi precedenti la banda formata Pajdek, Ruszo e "Igor” colpì a Villanova di Denore, il 26 luglio, aggredendo a bastonate Alessandro Colombani, mentre parcheggiava l'auto in casa, derubandolo. Poi il 30 luglio a Mesola, nella casa della 93enne Emma Santi, mentre dormiva, e poi legata e imbavagliata per due giorni, nel letto di casa, prima che il figlio la salvò. E infine il 5 agosto, un mese prima di Aguscello, l’assalto a Coronella: la rapina della scala che Pajdek e Ruszo hanno confessato. Rapinarono Cristina e Giulio Bertelli, sequestrandoli dentro la loro stessa casa, di notte, per 5 ore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google